Alla scoperta di...Escape from the Aliens in Outer Space

Alla scoperta di…Escape from the Aliens in Outer Space

Escape from the aliens in Outer Space abbreviato in E.F.T.A.I.O.S è un nuovo gioco della Cranio Creation stella nascente nel panorama Ludico già famosa per Horse Fever (leggete l’intervista ai fondatori sempre qui su Games Academy.it) che da buon filler si propone di riempire le vostre serate affiancando giochi più impegnativi.

In E.F.T.A.I.O.S ci caliamo nell’atmosfera SciFi di film come Alien: umani pressoché inermi fuggono da un gruppo da famelici alieni correndo in corridoi bui e senza fine…

E.F.T.A.I.O.S è un gioco per 2-8 persone di stampo prettamente cooperativo: gli alieni cooperano per far fuori gli esseri umani (vincono uccidendoli tutti) mentre ogni umano gioca per proprio conto, il primo a raggiungere la scialuppa di salvataggio (quella funzionante) sarà il solo vincitore.

 

Diciamo subito che E.F.T.A.I.O.S è davvero divertente ma deve essere trattato per quello che è: un gioco –volutamente– incompleto. Quello che vi aspetta nella scatola è infatti un’idea di gioco che deve essere completata e adattata dall’acquirente. Una scelta che spezzerà il pubblico potenziale a metà. Quelli a cui la filosofia “Do It Yourself” piace o che aspetteranno con un po’ di pazienza espansioni/mappe e correzioni al regolamento pubblicate ad intervalli regolari sul bellissimo sito http://www.escapefromthealiensinouterspace.com/ lo compreranno, gli altri no.

 

La meccanica può far pensare ad una variazione di ScotlandYard  con due cucchiai di battaglia navale e un pizzico di Bang! Che questi giochi facciano parte del bagaglio culturale degli autori si nota chiaramente anche consultando le modifiche proposte sul sito al regolamento base (la sezione degli scenari).

I giocatori sono divisi in due fazioni Alieni e Umani, mantenendo segreto (per breve tempo) il proprio ruolo.
Ogni giocatore ha in mano un foglio che rappresenta la mappa della Nave. Con esso il giocatore DEVE scrivere la sua attuale posizione (in una “trail of mister X/dracula”) e PUO’ appuntare le eventuali presunte posizioni degli altri giocatori. Gli Alieni possono muoversi di due caselle e attaccare tutti gli occupanti di una casella (l’attacco comporta l’eliminazione di tutti i personaggi in essa presenti), gli Umani invece si possono spostarsi di una sola ed eventualmente usare oggetti trovati sulla nave.

La mappa è divisa in caselle bianche (“sicure”) o grigie (“insicure”) un personaggio muovendosi su casella insicura pesca una carta… la carta può portarlo a rivelare la sua posizione (rossa) o gli permette di mentire sulla sua posizione (verde) ed eventualmente pescare una carta oggetto. Bisogna dire che l’assenza del piano di gioco rende perfettamente l’idea di “oscurità” nello spazio.

 

Ci è piaciuto il gioco? Si, ma…

E.F.T.A.I.O.S è divertente da giocare ed è facilmente spiegabile ai non giocatori abituali. Senza esprimere giudizi sulla filosofia Do It Your Self però dobbiamo dire che E.F.T.A.I.O.S. ci ha lasciato una strana sensazione… una mancanza, forse colmabile con un playtest appena più lungo.

Il manuale presenta diversi errori e la meccanica a tratti lascia perplessi su alcuni passaggi. La prima obiezione che ci viene in mente (vedendo il tutto anche con lo sguardo dell’autore di giochi) è che si tratta di un gioco ad eliminazione, rischiando che il primo giocatore fatto fuori dagli alieni rischi di aspettare a braccia incrociate per molto tempo (39 turni sembrano davvero troppi!). Ancora, sulla mappa iniziale Galilei si ha la sensazione che il vantaggio dato agli Alieni sia eccessivo. Difatti è fin troppo facile che un Umano già ad inizio partita venga eliminanto (conoscere a priori la posizione iniziale degli umani è un vantaggio estremo).

Uno degli aspetti che più ci dato da pensare (in senso lato) è l’assenza di un “controllo” che impedisca ai giocatori di barare: se pesco una carta rossa e sostengo che è verde chi mi può smentirmi? se non pesco una carta oggetto ma sostengo il contrario? eccetera. Questo però può essere considerato secondo alcuni anche come un pregio, facendo dei giocatori stessi siano i custodi del gioco.

 

Come già detto, il sito http://www.escapefromthealiensinouterspace.com/ è davvero ben fatto e pieno d’interessantissime risorse, come l’editor per le mappe e per gli scenari, e cosa che crediamo fermamente, a breve anche F.A.Q e le soluzioni alle imperfezioni di cui sopra.

 

 

Nel frattempo ci permettiamo di consigliare le nostre personali “Do It yourself” (modifiche al regolamento base per rendere il tutto immediatamente più fruibile)

 

1) gli alieni possono attaccare solo dal terzo turno;

2) umani e alieni possono decidere di partire dalla base degli umani o da quella degli alieni (oppure aggiungete sulla mappa altri ingressi umani/alieni);

3) ogni giocatore parte con un oggetto scelto a caso;

4) le uscite sono tutte aperte ma gli alieni possono chiuderle attaccandole e gli umani riaprirle usando “teletrasporto” (impiegando però un turno per riaprirle);

5) un attacco può essere fatto muovendosi di 0 passi (ovvero un Umano con “Scudo e Attacco” può resistere all’attacco di un Alieno un turno e ucciderlo in quello successivo).

 

Concludiamo con un consiglio tattico per giocatori più smaliziati. Carte rosse e verdi capitano con la stessa probabilità facendo si che la meccanica di gioco permetta di creare un finto percorso del vostro personaggio che, in alcun modo, non può essere distinto da quello vero. Se togliete 4/5 carte ROSSE potreste fingere DUE percorsi falsi per il vostro personaggio. Lo stesso modo si potrebbero realizzare aggiungendo carte che abbiano effetti diversi se pescata da umani o alieni (ad esempio rosse per alieni e verdi per gli umani)… tutto, ovviamente, da betatestare Fico

 

Buon divertimento e…trattenete il fiato…

 

Recensione di

Antonio “sabaain” Di Cecco

con la collaborazione di

Fabio “Impavido” Zuccarini