Oggi Conosciamo: Luca Zanaica

Oggi Conosciamo: Luca Zanaica

Nel corso del 2010 abbiamo iniziato a parlare con le figure rappresentative del nostro settore, trattando una grande varietà di argomenti che andavano dai giochi di ruolo a quelli da tavolo, dal cosplay ai giochi di carte collezionabili.
Rimaneva però una grande lacuna: non eravamo ancora approdati sul mondo delle miniature. Quando si parla di modelli da dipingere ed eserciti da schierare è inevitabile poi che la mente vada subito ad un nome su tutti: Warhammer.
Con l’anno nuovo abbiamo scelto di rimediare proponendovi uno tra i due macro universi disponibili: il 40K. Per farlo ci siamo avvalsi dell’aiuto di un esperto in materia. La parola a Luca Zanaica:

Buongiorno Luca, innanzitutto grazie per la disponibilità. Raccontaci un po’ di te e di come nasce la tua passione per Warhammer 40K.

Ciao a tutti! E’ un piacere essere vostro ospite qui oggi. Anzitutto mi presento: mi chiamo Luca Zanaica, ho 27 anni, vivo a Vicenza, lavoro in Banca e nel tempo libero che mi lasciano lavoro e fidanzata sono un “accanito” giocatore di wargames.
La mia passione nasce alla tenera età di tredici anni quando, curiosando tra gli scaffali di un negozio che vendeva miniature, carte, videogiochi, etc, sono stato colpito dalla scatola di Warhammer Fantasy. Avendo sempre avuto una certa propensione per i giochi di soldatini, Warhammer è presto diventato più di un hobby per me. Pochi mesi dopo ho iniziato anche Warhammer 40k che un po’ alla volta è diventato il mio gioco principale.

Dal giorno in cui hai preso in mano la prima miniatura ad oggi avrai partecipato a molti tornei e competizioni varie: ci faresti un excursus menzionando gli eventi di maggior rilievo?

Essendo amante della sana competizione, il lato torneistico di Warhammer è stato per me una scoperta dentro la scoperta. Sin dal primo torneo a 16 anni mi sono subito appassionato al gioco organizzato e ho iniziato a frequentare sempre più assiduamente gli ambienti torneistici. In Italia ho partecipato un po’ a tutte le competizioni più importanti promosse direttamente dalla Games Workshop: 6 finali nazionali (GT), numerose Heat e tornei Qualifier, svariati tornei ufficiali. Nel 2008 e 2009 ho fatto parte della nazionale italiana di Warhammer 40k che ha partecipato ai campionati europei per squadre (a Modena nel 2008, a Munster, in Germania, nel 2009). Quasi ogni weekend mi si può trovare in qualche torneo organizzato da club, negozi o associazioni nel Nord Italia.

Quale armata giochi solitamente? Svelaci i motivi della scelta: prediligi un determinato stile di gioco o è dettata da preferenze di background?

Sebbene mi si possa vedere giocare con quasi tutti gli eserciti, il mio preferito e quello a cui sono più legato sono gli Eldar (da cui il mio nick “Eldar Lover”).
La scelta è data da un insieme di fattori. In primis lo stile di gioco: si tratta di un esercito non semplice da utilizzare, ma che se ben manovrato può colpire duramente l’avversario. E’ mobile e discretamente resistente. E’ adatto ad un gioco “chirurgico”, perchè spesso le unità devono operare in grande sintonia tra loro e cercare di ricevere il minimo fuoco di ritorno.
In secondo luogo, ma non meno importante per me, c’è l’aspetto modellistico. Le miniature degli eldar sono bellissime ed esaltano la pittura chiara e definita che piace a me. Inoltre, non essendo rigidamente inquadrate all’interno di schemi rigidi come un esercito Imperiale, lasciano molta libertà al pittore per personalizzare l’armata.
Infine, chi non vorrebbe giocare con gli altezzosi e passionali Eldar, la cui razza un tempo dominava le stelle e il cui intelletto è oltre l’umana comprensione?

Quali sono i migliori e i peggiori match-up dell’esercito che giochi?

Negli ultimi mesi ho giocato prevalentemente con i Demoni del Caos, per cui ti parlerei di loro.
Trattandosi di un esercito quasi esclusivamente basato su unità di Fanteria e Bestie da corpo a corpo, e privo di veicoli, soffro molto la velocità avversaria e i carri pesantemente corazzati. Ecco che quindi eserciti di fanterie come Orki, Guardia Imperiale, Tiranidi sono avversari ideali, anche se possono creare problemi quando, come nel caso degli Orki, scendono in campo interamente schierati su carri corazzati.
Di contro mi trovo a temere eserciti in grado di sparare tanto e in movimento, come gli space marine con molti land speeder (e il loro terribile potere psionico “Zona di Annullamento”, una delle peggiori nemesi per i Demoni), oppure gli Space Marine del Caos, con il potere psionico “Frusta della Sottomissione” che mi allontana dalle linee nemiche.

In torneo di solito che strategia adotti? Immagino dipenda molto dagli eserciti schierati. Ci fai degli esempi?

Beh, sicuramente posso dirti che gioco per vincere. Preferisco rischiare la sconfitta tentando di vincere che accontentarmi di un “sicuro pareggio”. In realtà, sebbene giochi spesso con armate diverse, di solito ho uno stile di gioco molto aggressivo, vado sempre all’attacco. Da questo anche dipende la scelta degli eserciti che utilizzo di più.
In linea di massima però sono un “tattico”, non uno “stratega” e cerco sempre di adattare la strategia alla missione, l’avversario e il campo.
Nell’ambiente torneistico sono conosciuto come uno dei giocatori che sbilancia di più le liste, ovvero cerco di scegliere un aspetto di un codex ed esasperarlo. Per esempio, nella finale nazionale che ho vinto con gli Eldar nel 2009, avevo un esercito interamente sbilanciato sul fuoco e sulla possibilità di arrivare rapidamente dalle riserve, senza schierare nulla in campo che desse riferimenti ai miei avversari.

Ti è mai capitato di riuscire a capovolgere le sorti di una partita che sembravi ormai destinato a perdere? Ce la racconteresti?

Ne ricordo una particolarmente bella. Era da poco iniziata la 5^ edizione di 40K, e stavo sperimentando liste di Eldar. Allora giocavo con 3 potenti untià da corpo a corpo (2 Collegi di Veggenti e un’unità di Arlecchini) trasportate su wave serpent. Il mio avversario aveva una lista di Marine del Caos da fuoco. Avevo vinto il tiro per iniziare e avevo schierato i miei trasporti pronti a scattare tra le linee nemiche, quando con un “6” il mio avversario mi ruba l’iniziativa, potendo sparare ai miei veicoli inermi. Perdo così subito un trasporto. Una delle mie unità viene bloccata in corpo a corpo dai coriacei Marine della Peste, riuscendo a liberarsi quando ormai è troppo tardi. I miei guardiani sono attestati a difendere un obiettivo nella mia zona di schieramento, non potendo esporsi sotto il fuoco nemico al campo aperto. Su un altro obiettivo le mie unità d’assalto stanno contenendo le truppe del caos, mentre il terzo obiettivo è saldamente in mano alle truppe caotiche. Si profila un pareggio con pesanti perdite dal mio lato, ma provo una mossa disperata.
Con 3 Arlecchini rimasti in vita, mi avvicino pericolosamente al Profanatore del Caos. Sono una facile preda per il bipode del caos e spero che il mio avversario si faccia ingolosire dai punti facili. Così accade, ma la oloveste salva un paio di arlecchini da morte certa, e utilizzando la loro regola “mordi e fuggi” ripiegano in direzione dell’obiettivo caotico. Sommando a questo movimento la mia ultima fase di movimento e relativa corsa, a partita finita contesto l’obiettivo nemico e, sebbene con molti meno modelli in campo del mio avversario, vinco 1-0.

Da qualche mese è disponibile il nuovo regolamento di Warhammer 40K. I cambiamenti apportati sono stati sostanziali? Trovi che abbia portato dei miglioramenti concreti e se si, in che misura?

Sebbene il gioco non ne sia stato stravolto, si tratta certo di cambiamenti sostanziali.
La prima cosa, l’introduzione degli obiettivi, ha aggiunto una notevole componente strategica, a scapito del fattore tattico. Un altro aspetto, la sparizione degli elementi di zona, ha limitato di molto le possibilità di giocare “nascosti” e di rimessa, obbligando i giocatori ad esporsi maggiormente. Le nuove missioni poi, hanno reso molto più difficile e stimolante creare una lista equilibrata. Se ad esempio per conquistare obiettivi vorresti avere molte piccole unità, queste poi ti si rivoltano contro nelle missioni annientamento dove sono un facile punto per l’avversario.

Ci sono anche aspetti tuttavia negativi. La quasi totalità di tiri copertura al 4+ che riempie il campo di battaglia, ha aumentato di molto il peso della fortuna. Con un paio di 4+ fortunati puoi volgere le sorti di uno scontro in bilico. Altra cosa che detesto più di tutte è la possibilità di rubare l’iniziativa. Si tratta di un’evenienza remota, ma quando succede ha un impatto devastante sulla partita.
Nel complesso tuttavia trovo che la nuova edizione non sia male. Ha aumentato di molto il dinamismo delle armate e delle partite, anche se un po’ a scapito del maggiorato peso del “fattore C” nel gioco.

Solitamente non è facile per i team di sviluppo calibrare le varie fazioni in modo che siano bilanciate tra loro, soprattutto quando sono così tante come in WH. Pensi che nel 40K oggi si possa parlare di eserciti “equilibrati”?

Sicuramente credo questo sia uno dei pregi più grandi di 40k, ovvero il bilanciamento. Rimane qualche esercito leggermente sopra le righe, ma per lo più si tratta di poca cosa. In generale c’è grande equilibrio e non vi sono certo armate che vincono da sole. Si può cercare di bilanciare il più possibile la propria lista, sapendo però che non si avranno partite facili, oppure di sbilanciarla in qualche modo, consapevoli però di avere alcune nemesi ben definite.

Cosa ne pensi dei nuovi Eldar Oscuri? A prima vista sembrano dei modelli davvero ben fatti…

Dal punto di vista dei modelli certo non si può che fare i complimenti alla GW, e non solo per gli Eldar Oscuri. I veicoli sono forse un po’ troppo “barocchi”, ma le unità di fanteria sono bellissime, le furie in particolare. Dal punto di vista del gioco, li trovo un codex che richiede un po’ di sbilanciamento per rendere al meglio. Noti non certo per la loro resistenza, gli Eldar Oscuri devono essere in grado di colpire sapendo di non ricevere fuoco di ritorno, pena il pagare un pesante dazio…

Ma Warhammer non è solo regolamento e dadi, c’è tutta la parte artistica che va dal dipingere le proprie armate a realizzare interi scenari. Tu come ti rapporti con questo aspetto dell’hobby?

Trovo che siano due aspetti inscindibili. Alla fine giochiamo a Warhammer perché ci piacciono i soldatini. Io amo moltissimo la pittura e dipingo un sacco. Adesso il lavoro mi lascia meno tempo, ma se sono libero ho sempre i colori pronti. Ho numerose armate di 40K dipinte. Degli Eldar ad esempio ho un sacco di modelli dipinti che mi hanno dato molte soddisfazioni. Sono infatti l’unico ad aver vinto una finale nazionale sia come giocatore che come pittore.

Tra i tavoli da gioco si conoscono molti nuovi giocatori e si finisce inevitabilmente per raccogliere i più svariati aneddoti. Ci racconti alcuni dei più divertenti?

Beh, uno dei miei preferiti e che raccontiamo sempre con divertimento al club è questo:
Eravamo andati alla Heat 1 del 2007 a Torino io e un mio compagno di club. Io con i miei amati Eldar, lui con i Guerrieri di Ferro, allora uno degli eserciti più performanti. Contrariamente a me lui non aveva una grande conoscenza del Background del gioco e usava quella lista perché era forte. Verso metà della seconda giornata, da Vicenza altri compagni di club che non erano potuti venire con noi ci mandano un sms per sapere come sta andando il torneo. Dato che anche lui era ben piazzato in classifica, uno dei ragazzi gli manda un sms scrivendogli “Bravo, Perturabo (ovvero il Primarca della Legione di Marine del Caos che stava giocando) è fiero di te!”. Al che, proprio di fronte alla postazione degli arbitri GW e ad alta voce legge il messaggio e in dialetto veneto stretto mi chiede “Chi cacchio è ‘sto Perturabo?” e la sala intera è scoppiata a ridere!

Da buon veneto ho una precisa idea di come suoni la frase e posso assicurarvi che rende ancora meglio in lingua originale!
Grazie ancora a Luca per la disponibilità e l’attenta panoramica sull’universo di WH40K.
Rimanete su queste pagine per un 2011 all’insegna dell’approfondimento e del dialogo, appuntamento al prossimo capitolo di “Oggi Conosciamo”. 
A presto,

Edoardo “Daermon” Dalla Via