La Storia di Magic The Gathering: Ventisettesima Parte

La Storia di Magic The Gathering: Ventisettesima Parte

Starke si era reso conto che l’oracolo En-Vec sapeva di lui, e sapeva anche che era un Vec. Pensò se l’avesse detto a qualcuno avrebbe rovinato il suo piano, così decise di ucciderla. Si avvicinò a lei con un pugnale, ma questa cominciò a parlare e guadagnò abbastanza tempo per l’arrivò delle guardie. Amareggiato per il suo fallimento, Starke si allontanò silenziosamente. Intanto, alla Fortezza, per Volrath era estremamente piacevole ascoltare della sconfitta di Gerrard. La raccolta dell’Eredità di Gerrard, che Volrath aveva a lungo desiderato, non faceva altro che aumentare il suo piacere. L’aggiunta di Tahngarth e di Karn alle sue segrete rese estasiato l’Evincaro. Con una gioia che non provava da tempo, Volrath chiese a Greven la faccia che aveva fatto Gerrard mentre veniva ucciso. Greven ammise di essere incerto, poiché Gerrard era morto cadendo dalla nave. Volrath allora si adirò e fece diventare incandescente la spina dorsale di Greven,portando il fiero comandante ad urlare per il dolore. Quando Greven fu in grado di capire le parole del suo sovrano, gli fu ordinato di preparare le difese per l’inevitabile contrattacco.

Dopodichè Volrath si diresse alle camere delle torture dove erano tenuti Tahngarth e Karn. Tahngarth colpì Volrath appena gli fu possibile, cercando di ucciderlo, ma l’Evincaro era molto più potente e respinse l’attacco con facilità, poi ordinò che Tahngarth venisse portato nei suoi laboratori per essere trasformato in una mostruosità Phyrexiana che sostituisse Vhati dai suoi sacerdoti. L’aspetto di cui Tahngarth era così fiero venne distrutto, sostituito da una bizzarra parodia di ciò che era stato un tempo. Quel giorno Tahngarth provò una grandissima sofferenza e sviluppò un odio eterno verso Volrath e Phyrexia. Intanto Volrath dedicò le sue attenzioni a Karn,che era diventato il suo nuovo “giocattolo”. Volrath creò un elaborato meccanismo di tortura per il golem:Karn veniva costretto ad uccidere centinaia di mogg,e questo gli provocava grande sofferenza,data la sua natura pacifista. Poi Volrath si avvicinò alla gabbia in cui Karn era tenuto e gli parlò di come la sua vita fosse stata solo un grande fallimento. Infine l’Evincaro si sedette ad aspettare l’arrivo del suo più grande nemico.

Alcuni giorni più tardi la Cavalcavento giunse all’antico portale. Orim ed Ertai vennero mandati a studiare il portale. Ertai riteneva che sarebbe stato in grado di aprire il portale, avrebbe però avuto bisogno di un altro giorno per studiare i suoi glifi. Gerrard accettò riluttante a lasciare Ertai solo a studiare il portale mentre la Cavalcavento tentava l’assalto alla Fortezza. Durante l’assenza della Cavalcavento, Ertai venne contattato da un particolare fantasma. Lyna, un emissario della razza di fantasmi conosciuta come Soltari, comparve ad Ertai e lo portò nel suo mondo, provocando la collera del mago. Ertai riuscì con la magia a farsi riportare subito nel mondo reale, dove Lyna gli offri aiuto e gli raccontò la sua storia. I Soltari erano da lungo tempo bloccati fra la realtà ed il sogno, assieme alla razza dei Dauthi, loro nemici, ed una razza che era comparsa nel mezzo della guerra, i Thalakos, portati a Rath da Dominaria molte centinaia di anni prima. In cambio del suo aiuto, Lyna chiese soltanto che alla sua gente fosse permesso di sfuggire a questo esistenza eterea entrando nel portale. Ertai lo considerò un giusto scambio, pur sospettando che Lyna gli tacesse qualcosa, ma pretese che Lyna volasse alla Fortezza ed informasse i suoi amici del loro piano. Lyna partì, lasciando Ertai al suo esame dell’antico portale.

Intanto la Cavalcavento era tornata alla Fortezza. Il cancello principale della Fortezza era custodito pesantemente,questo portò Gerrard a chiedere a Starke ulteriori consigli. Starke parlò a Gerrard di un’entrata segreta attraverso le paludi di cenere,giganteschi tubi che mandavano le esalazioni della Fortezza nei cieli di Rath. Senza altre possibilità, Gerrard decise di passare da lì. Le cose andarono bene per alcune ore, ma infine la squadra trovò guai, nella forma dei tramutanti. Queste strane bestie condividevano le loro abilità con i loro simili più vicini,ciò li portava a diventare una forza temibile quando erano in tanti. La squadra della Cavalcavento stava per essere falciata via come frumento quando Gerrard scoprì che le abilità venivano condivise solo in un raggio limitato. Gerrard ordinò alla squadra di spargersi,in modo che i tramutanti al loro inseguimento perdessero alcune delle loro abilità, diventando così battibili in uno scontro faccia a faccia. I tramutanti si ritirarono nelle feritoie più piccole la Cavalcavento riuscì così a continuare il suo viaggio nell’oscurità della Fortezza.

Gerrard e la squadra presto arrivarono alla fornace di Rath, un gigantesco lago di lava che lanciava fulmini di elettricità alla Cavalcavento ed alla sua squadra. La nave rischiò di essere distrutta dalle fiamme,così come l’equipaggio. Gerrard e Crovax potevano solo stare ad osservare mentre gli altri membri della squadra venivano bruciati. Orim si offrì allora di mettere un parafulmini sulla punta della Cavalcavento. Quando Orim tentò di farlo,i fulmini della fornace la attaccarono con furia accecante. Fortunatamente, la Cavalcavento sopravvisse e potette proseguire nel suo viaggio.Allora la Cavalcavento giunse agli abissi della morte di Rath. Sotto la nave c’era un mare di olio nero, depositato dai folli esperimenti di Volrath. Il livello del mare cominciò ad aumentare e migliaia di creature scheletriche attaccarono la squadra. Gerrard e i suoi combatterono contro gli scheletri meglio che potevano, mentre la Cavalcavento continuava la sua corsa. Gerrard in particolare combatteva ardentemente contro gli scheletri, e stava per essere ucciso, quando Squee attivò per errore il suo giocattolo e lo salvò.