La Storia di Magic The Gathering: Seconda Parte

La Storia di Magic The Gathering: Seconda Parte

Personaggi di Dominia

Ashnod la Noncurante 

Ashnod la Noncurante una donna dal passato ignoto, abbiamo sue tracce da quando divenne il luogotenente di Mishra fratello di Urza, lei fu un grande sostegno per lui nella leggendaria Guerra dei Fratelli. Ashnod aveva capelli rossi come il fuoco e finiva con l’essere malvista dalle truppe di Mishra, i fallaji un popolo nomade del deserto, che consideravano i suoi capelli un segno di grande sventura. Ashnod rimase accanto a Mishra fino a quando Mishra, ospite nel palazzo di Urza, tentò di sottrarre al fratello la Pietra del Vigore, una parte della Pietra del Potere trovata a Koilos anni prima ed unico vero motivo della disputa tra i due. Durante quella notte Ashnod ubriaca finì col rivelare all’apprendista di Urza, Tawnos, il piano di Mishra, che vide cosi il suo piano fallire per colpa della donna, cacciandola dal suo regno.

Nonostante le sue mortali creazioni permisero a Mishra di collezionare numerose vittorie come l’assedio di Zegon o la distruzione del Collegio di Lat-nam, dall’arido deserto Mishra continuava a maledire la donna. Ashnod così decise di svanire per un po’ e non tornare alla corte di Mishra. Di tanto in tanto la donna finiva per rincontrare Tawnos e il loro ultimo incontro fu proprio nell’ultimo giorno della battaglia. I due fratelli erano pronti a battersi fino all’ultimo, niente poteva interferire e non vi era possibilità di ritirarsi, era giunto il momento di finirla con quella guerra che stava devastando l’intera Dominaria. Ma durante la lotta un Sacerdote Phyrexiano di nome Gix prese il controllo degli artefatti dei due fratelli facendoli impazzire. Ashnod e Tawnos cercarono di contrastarlo e durante la battaglia contro il demone Ashnod diede a Tawnos una ciotola e gli disse di darla a Urza e farla riempire dei ricordi della terra. Ashnod rimase a combattere contro il Demone sacrificando la sua vita per dare a Tawnos il tempo di salvarsi dall’assalto e dare ad Urza la possibilità di finire questa assurda guerra.

Barrin di Tolaria 

Del passato di Barrin, prima che divenisse il Mago Insegnante dell’Accademia di Tolaria, si conosce molto poco. Nel lunghissimo periodo in cui Barrin ha ricoperto questa carica è stato l’insegnante di molti ragazzi prodigiosi, tra cui spiccano i nomi di Teferi e Johira e del promettente studente Ertai. Dovette superare molte prove durante la sua vita ed è ricordato per essere il potente mago che combatté l’agente dormiente K’rrick. Inoltre Barrin è stato il primo ad aiutare Urza nel suo nuovo progetto. Lavorò prima ad una macchina del tempo, che finì col distruggere la prima Accademia, ed in seguito al Golem Senziente d’Argento che prese il nome di Karn. Barrin sposò Rayne, la quale occupava la posizione di Cancelliere, una delle più in vista dell’Accademia. Ebbero una figlia, Hanna. Crescendo Hanna aveva sempre più discussioni con il padre ed infine decise di lasciare Tolaria per Agriva, dove avrebbe studiato gli artefatti, che preferiva alla stregoneria. 

Belbe di Pyrexia 

Belbe nata dalla Quarta Sfera di Phyrexia, sfruttando il corpo morto della figlia del Capo degli Elfi di Cielsudario Eladamri, Avila, con lo scopo di scegliere il candidato per essere evincaro di Rath in seguito alla fuga di Volrath. Belbe nell’antico linguaggio dei Thran stava a significare “La Lente”. All’interno del suo corpo fu posto un artefatto che prese il nome di Occhio di Yawgmoth. Esso consentiva al Phyrexiano Abcal-dro di vedere cosa accadeva a Rath senza mai dover lasciare Phyrexia. Quando Belbe andò a Rath le furono dati alcuni oggetti dai Phyrexiani che sarebbero serviti a migliorare alcune parti della Fortezza. Questi macchinari erano fatti di Mutaroccia. Il motivo per cui i Phyrexiani aumentarono la produzione di questo materiale era perché la diminuzione di Mutaroccia a Rath avrebbe sovrapposto alcune coordinate planetarie tra Rath e Dominaria e quando la sovrapposizione sarebbe stata completa, Phyrexia avrebbe avuto la strada spianata per invadere Dominaria una volta e per sempre. Ma dopo una settimana a Rath Belbe sviluppò un piano. Fece accecare la lente dell’artefatto che aveva all’interno dalla magia del mago apprendista Ertai e cominciò a ridurre la produzione di Mutaroccia al di sotto di quello che i Phyrexiani volevano.

Belbe scelse tre candidati per la posizione dell’evincaro: Il comandante della Predatrice Greven il-Vec, Crovax di Urborg alterato da Phyrexia ed il prigioniero Mago apprendista Ertai di Dominaria.

Greven scelse di rimanere il comandante in seconda. Belbe avrebbe voluto Ertai per il ruolo perché Crovax era malvagio ed assetato di sangue. Alla fine quando Belbe si decise ad annunciare Crovax come nuovo Evincaro il precedente Evincaro Volrath riapparve e reclamò il suo trono. Belbe decise che Volrath e Crovax dovevano combattere il vincitore sarebbe stato dichiarato nuovo evincaro di Rath.

Ertai intuì che Crovax poteva vincere così usò la sua magia per aiutarlo a sconfiggere Volrath. Ad Ertai fu salvata la vita, ma fu modificato dai Phyrexiani. Belbe aprì un portale per uscire da Rath. Il leader degli elfi ribelli Eladamri, che era stato recentemente catturato, uccise Belbe con lo stesso veleno che un assassino usò per uccidere sua figlia Avilia. L’ultima cosa che Belbe vide furono Takara ed Eladamri fuggire attraverso il portale per Dominaria. 

Chainer Signore di Dementia 

Chainer nacque in un piccolo villaggio nelle distese salate appena fuori dalla città della Cabala. Sin dall’infanzia Chainer aveva un unico, grande sogno: quello di divenire un combattente nell’Arena della Città della Cabala. Chainer era ancora molto giovane quando incontrò un ex combattente dell’arena, Minat, che aveva perso gran parte delle sue capacità visive nei pericolosi combattimenti nella fossa. Minat non aveva più stimoli e l’entusiasmo di Chainer lo coinvolse, così il combattente insegnò al ragazzo le basi del combattimento dell’arena incluse alcune micidiali tecniche mortali, con le quali poteva uccidere facilmente, ma che andavano usate solo come ultima risorsa. Infine Minat donò a Chainer la sua catena ed il suo pugnale, le armi che avrebbe dovuto usare per diventare famoso.Dopo alcuni anni Chainer divenne apprendista della Cabala, sperando così di poter realizzare il suo sogno, visto che nel suo villaggio non aveva molte possibilità per farlo. Quando fu iniziato dalla Cabala, il Patriarca cambiò il suo nome originale, che doveva essere segreto, con un altro che egli scelse personalmente, Maezura. Il nome segreto dava al Patriarca un potere su di lui, una limitazione dovuta al rito di iniziazione della Cabala. Nonostante ciò Chainer continuò ad usare il suo vero nome.

Chainer divenne l’apprendista di Skellum, l’insegnante all’accademia che allenava i dementisti. All’inizio il suo addestramento non fu nulla di speciale. Veniva lanciato nella fossa dai cancelli dell’arena senza mai essere in vero pericolo. Il suo unico scopo era catturare l’attenzione dei passanti per farli entrare nell’arena. A Chainer non piaceva, ma lo faceva senza protestare. Passarono gli anni, Chainer era divenuto un buon combattente con la catena ad il pugnale, ma proprio quando sentiva di essere vicino a realizzare il suo sogno, fu strappato all’arena e gli vennero assegnati alcuni lavori saltuari per conto della Cabala. Chainer tentò di protestare, ma di nuovo fece ciò che gli era stato ordinato. Col tempo Chainer si stancò e decise che aveva bisogno di rompere con i suoi doveri per la Cabala, così scappò dalla città recandosi nella vicina palude. Chainer non poteva immaginare che quel giorno non solo il suo destino, ma anche quello dell’intera Otaria stava per essere segnato. Chainer cominciò a vagare nella palude, quando ad un tratto sentì qualcuno che lo chiamava. Non era una voce umana, ma lo attirava in modo irresistibile. Chainer, incuriosito, cominciò ad investigare. Raggiunse un distretto residenziale distrutto dalla guerra molti anni addietro. Il richiamo proveniva da una casa abbandonata. Entrò cauto e scese nel sotterraneo tramite la sua catena. Cercò per un po’ e trovò chi lo chiamava con tanta urgenza.Era la cosa più stupefacente che avesse mai visto. Era un oggetto sferico che galleggiava sul pavimento irradiandosi di oscurità. Quando lo guardò esso gli diede la visione di come poteva usarlo per i suoi scopi. Esso si offrì di renderlo grande.

Chainer realizzò che quell’oggetto era adatto solo per il Patriarca della Cabala. Prese la strana sfera, la mise nel suo zaino, intenzionato a ritornare in città con essa. Trovò alcuni problemi appena arrivato ai cancelli della città. Un piccolo gruppo di soldati dell’Ordine lo stava aspettando: il Maggiore Teroh, un ufficiale aviano, Baankis, un fante umano, Reseda, un nantuko e Callda, il piccolo uccello dell’Ordine. Fermarono Chainer chiedendogli un controllo per via del contrabbando. Chainer sapeva che se avessero trovato la sfera l’avrebbero confiscata e non poteva permettersi di perdere qualcosa di così importante e non poterlo mostrare al Patriarca, così quando Baankis cerco di prenderlo lui lo attaccò e corse attraverso i cancelli. Il nantuko provò a fermarlo, ma lui usò la sfera per evitarlo. Esso apparve spaventato dal meraviglioso oggetto. Come Chainer iniziò a fuggire per la città, sentì qualcosa di immenso, evocato dal Nantuko, fracassare tutto attraverso la foresta. Non si voltò per sapere cosa fosse. Chainer entrò nella città lasciando fuori la pattuglia dell’Ordine, ed entrò nella taverna di Roup, in attesa di contattare Skellum e poter fuggire dall’Ordine. Odiava fare accordi con Roup, ma era l’unico modo che aveva per contattare il suo mentore e recapitare lo strano oggetto salvato dalle mani dell’Ordine al Patriarca. Roup cercò di negargli l’uso delle vie segrete che usava per contattare le persone attraverso la città, pretendendo di avere egli stesso la sfera, così Chainer dovette usare la forza. Alla fine riuscì a parlare con Skellum, che gli disse di attenderlo fuori e distrarre la pattuglia dell’ordine fino al suo arrivo. Chainer uscì dalla taverna e subito trovò Teroh ad attenderlo. Chainer resistette, riuscendo ad uccidere l’uccello Callda che lo aveva attaccato. Ma Chainer era comunque troppo lento per fermare gli attacchi di Reseda e così cadde al suolo in completa balia dell’Ordine. Ma Skellum arrivò con Azza, un mastino infernale della Cabala. Teroh aggredì il Mentore di Chainer e Skellum fu costretto a combattere contro la pattuglia. Azza mise facilmente fuori combattimento Reseda, lasciando soli i due soldati. Intanto, Skellum creò diverse creature di Dementia con l’intenzione di condurre Chainer dal Patriarca mentre lottava con i soldati. Chainer vide poco di quella battaglia, poiché fu portato via quasi immediatamente con la sfera, caricato sulla schiena di Azza.

Fu condotto al maniero del Patriarca, e fu scortato all’interno. Trovò Skellum lì ad attenderlo. Il suo mentore gli ricordò alcune procedure che doveva seguire nella presenza del capo, e dopo non molto tempo fu condotto nella sala dei ricevimenti del Patriarca. Chainer era eccitato. Era stato solo una volta faccia a faccia con il Patriarca, nel giorno della sua iniziazione per la Cabala. Mostrò la sfera al suo capo e spiegò come l’aveva trovato. Il giorno seguente Skellum gli portò una notizia inaspettata. Sarebbero stati condotti dal Patriarca nel suo box privato nell’arena per il combattimento alla fossa di quella notte. Durante questo spettacolo gli venne detto che sarebbe stato allenato come dementista da Skellum e sarebbe stato eventualmente reintrodotto all’arena. Chainer poteva rivedere finalmente il suo sogno cominciare a divenire realtà. L’addestramento cominciò il giorno seguente e divenne subito noioso. Per i primi quattro mesi doveva imparare a meditare e conoscere la storia dei vecchi Cabalisti e dei loro gesti eroici. Quella attività non gli interessò fino a quando, quattro mesi dopo, Skellum gli portò un turibolo e gli disse che doveva attaccarlo alla fine della sua catena. Quel turibolo, gli disse, lo avrebbe abilitato ad entrare nel suo spazio di Dementia e portare fuori varie bestie. Skellum gli insegnò come bruciare un incenso chiamato Sangue di Drago nel turibolo. Tramite questo incenso Chainer era in grado di entrare nello spazio del suo signore di Dementia. Inoltre Skellum gli mostrò le varie creature che lo popolavano,e gli spiegò che il suo spazio per ora era vuoto perché doveva riempirlo lui stesso.Un giorno uno degli attendenti del Patriarca venne per convocarlo al maniero. Chainer aveva finalmente imparato abbastanza sulla sfera che chiamava il Mirari. Riferì che era davvero potente e ognuno su Otaria avrebbe desiderato averlo. Comunque era insicuro a riguardo del suo potere ed il Patriarca annunciò che sarebbe stato offerto come premio al prossimo torneo che sarebbe cominciato tra pochi giorni. Il Patriarca aveva gia osservato i contendenti del torneo ed uno in particolare aveva catturato la sua attenzione. Era un guerriero barbaro proveniente dalle montagne Pardiche ed il Patriarca sapeva che aveva molte possibilità di vincere la sfera. Chainer fu incaricato di andare ad incontrare il barbaro e scoprire qualcosa su di lui che fosse utile alla Cabala per avere un controllo nel caso volessero riprendersi il premio. Durante questo periodo fu esonerato dai suoi allenamenti. Skellum non fu felice di questo, ma non pose la questione al Patriarca. Nel momento in cui si lasciarono Chainer promise che non sarebbe ancora entrato nella fossa. Due giorni dopo i giochi ebbero inizio e Chainer era andato a conoscere il barbaro. Il suo nome era Kamahl ed era intenzionato a vincere il torneo. Da principio Kamalhl non parve interessato a parlare con il cabalista, ma Chainer gli offrì il suo aiuto in alcune questioni. Kamahl aveva bisogno di soldi, così Chainer gli mostrò la bisca dell’arena. Chainer era impressionato dalle abilità di valutare le battaglie del suo amico. Durante uno dei combattimenti del barbaro rimase impressionato anche dalle sue tecniche di lotta. I combattimenti non riuscirono a concludersi. Durante uno di essi la città fu attaccata dai Draghi di Krosa. Kamahl andò a combattere con le bestie, ma Chainer ricordò che aveva diversi obblighi. Doveva proteggere il tesoro dal rischio di furto o di rottura. Presto una pattuglia dell’Ordine decise di prendere vantaggio dal caos e depredare la città. Chainer si batté con loro: attinse il potere dal vicino Mirari e condusse tutti loro nel suo spazio di dementia, distruggendoli. Chianer era stato condotto in un differente livello di dementia rispetto a quello in cui era stato con Skellum, ma non capì che quello sarebbe diventato molto presto un problema.

Dopo la battaglia nella città, Chainer passò di corpo in corpo assorbendo l’energia vitale dei morti finché Skellum lo raggiunse e lo riportò nel suo quartiere. Sfinito riposò per quasi tre giorni. Quando si svegliò, ancora un po’ indebolito dalla sua precedente esperienza, Skellum decise che era ora di ricominciare gli allenamenti. Questa volta fu portato nel suo stesso spazio di Dementia. Si diressero indietro al livello necessario, ma non prima di aver attirato l’attenzione di un mostro serpente, che poteva essere solo il prodotto di uno degli incubi profondi di Chainer. Fu portato ad un altro più basso livello di dementia dove le ombre di ogni cosa che lui aveva ucciso risiedevano, lontano dal serpente del livello dove erano stati prima. Skellum disse a Chainer che spettava a lui dover soggiogare quelle bestie ed lo lasciò solo. La cosa sembrava impossibile, ma Chainer le prese per il collo usando la sua catena e li sottomise. Presto Skellum tornò a prenderlo.

Ora Chainer era un evocatore di Dementia. Chainer ritornò alla fossa nel primo pomeriggio. Era solo in uno spettacolo minore contro alcuni mostri disarmati, ma tra la gente corse presto la notizia di una insolita combinazione di combattimento di distanza e corpo a corpo. Col passare del tempo Chainer divenne molto popolare e rimase imbattuto per molto tempo. Gli venne anche assegnato il titolo di Signore dei Giochi. Un giorno combatté contro una squadra proveniente dalle montagne e fu sconfitto. Per Chainer non fu certo piacevole vedere la fine della sua imbattibilità, ma non restò a lamentarsi. Il team era composto dalla sorella di Kamahl, Jeska, e dal suo mentore, Balthor. Chainer doveva difendere una bandiera dalle squadre opposte che tentavano di distruggerla. Jeska non collaborò con Chainer, che voleva allungare lo spettacolo rendendolo entusiasmante. Lei si affrettò a lanciare una palla di fuoco contro la bandiera distruggendola. Chainer non voleva che il match finisse così presto, così respinse il suo colpo, ma si bruciò il braccio all’altezza del gomito. Perse molto sangue, e con esso il braccio. Skellum costruì per il suo allievo un braccio metallico. Il braccio funzionava perfettamente come un braccio normale anche se era artificiale. Il procedimento per impiantare il braccio fu una vera tortura, ma a Chainer non importava. Voleva solo rincontrare Jeska per sapere dove era finito Kamahl. Presto Chainer ricevette notizie da Kamahl: sarebbe presto tornato a Cabal City per rivedere il suo amico. Con loro arrivarono Bradis con il Mirari e l’Ambasciatore Laquatus dell’impero dei tritoni. Kamahl combatté nella fossa ancora una volta e come Chainer raggiunse il titolo di Signore dei Giochi, il che permise ai due di combattere in squadra. Insieme si aggiudicarono dodici vittorie consecutive, il record della cabala. Il Patriarca chiese ai due di smettere di combattere in modo da attirare i combattenti dell’Ordine nella fossa per sconfiggerli. Chainer fu felice di questo, ma Kamahl rifiutò. Lasciò il maniero e a Chainer fu chiesto se voleva farlo da solo. Fu anche informato che Skellum voleva prendere lo Shikar nella foresta di Krosa.

Shikar era l’ultimo e supremo grado che un dementista poteva raggiungere. Il rituale sarebbe durato una settimana: due giorni per arrivare al posto, tre giorni per la prova, e due giorni per tornare. Durante questo periodo lui doveva sopravvivere con le sue sole forze. Nel punto di Shikar era possibile incontrare molte nuove bestie, in modo che la sua mente potesse riempirsi di idee per mostri. Skellum avrebbe inoltre dovuto creare un nuovo famiglio per Laquatus e combattere la guerra contro l’Ordine. Poco tempo dopo, Chainer fu chiamato dal Patriarca per incontrarsi con Laquatus e capire cosa voleva esattamente. Inoltre gli fu ordinato di partire immediatamente per Shikar. Dopo che Laquatus fu congedato, il Patriarca cominciò a parlare con Chainer, ma Skellum evocò il suo spirito per guidarlo tra le false parole del Patriarca. Chainer vide che Skellum aveva combattuto un combattimento mortale con Bradis contro Teroh e Baankis, i due soldati che avevano fermato Chainer quando lui aveva trovato il Mirari. Per via della sua ostilità verso di loro i soldati dell’Ordine non concessero a Skellum alcuna pietà. Chainer vide come il suo mentore era morto e capì che la sua morte era avvenuta per via di un ordine del Patriarca. Chainer fu molto turbato da questo e capì che doveva trovare il modo per vendicare il suo maestro e distruggere il Patriarca. Chainer andò a Shikar con Kamahl per vedere il posto dove si trovava Skellum. Insieme attraversarono luogo evitando trappole per tutto il tempo. Chainer non se ne curò molto. Era affascinato dai serpenti di Krosa, ne catturò uno per ogni tipo e li portò nel suo spazio di Dementia. I serpenti gli piacevano molto. Potevano stare in attesa nell’ombra finchè non era il momento giusto, ed allora attaccavano la vittima, uccidendola prima che essa capisse cosa fosse accaduto. Quando finalmente si trovarono nel profondo della foresta caddero vittima di un imboscata proprio come Kamahl aveva previsto. Combatterono contro delle bestie. Alla fine del combattimento, Chainer ebbe la visione del dio della Cabala, Kuberr, che gli parlava e si congratulava.

Chainer era un dementista completo. Quando tornarono a Cabal city trovarono delle armate dell’Ordine ad attenderli, pronte ad attaccare. I due rubarono dei cavalli dall’Ordine ed entrarono nella città. Si divisero, Kamahl andò a combattere con i soldati, Chainer andò a difendere il sotterraneo. Quando arrivò lì trovò Braids e Azza che stavano combattendo contro l’Ordine. Fu facile sopraffare l’Ordine con l’aiuto degli Incubi di Chainer. Chainer inoltre riuscì ad uccidere Baankis, uno dei soldati responsabili della morte di Skellum. Per la prima volta aveva ucciso intenzionalmente un essere umano. Fu sorpreso del fatto che la sensazione non era molto differente da quella di uccidere un animale. L’Ordine si ritirò molto in fretta: la loro spedizione era stata un fallimento. Lasciando l’Arena Chainer trovò Kamahl steso a faccia in giù per la strada, sconfitto dall’Ordine. Chainer non sapeva che fare, ed affidò il suo amico alle cure dei guaritori. Poco dopo la spedizione Chainer fu chiamato dal Patriarca ancora una volta. Il Patriarca lo riconobbe come unico artefice della disfatta dell’Ordine nella città, e gli offrì una ricompensa per aver protetto la città. Chainer chiese di poter usare il Mirari per curare il suo amico e creare una nuovo aiutante per Laquatus. Il Patriarca accettò queste condizioni, ma solo nel caso in cui Chainer lo avesse aiutato a neutralizzare l’Ordine. Chainer accettò e disse che sarebbe stato fatto. Chainer fu teletrasportato dal Patriarca nel campo dove si trovavano Teroh e il resto dell’armata dell’Ordine. Chainer creò un incubo che aveva la forma di un uomo di carta. Dentro questa orrida creatura erano racchiusi degli insetti che, una volta liberati, cercarono di divorare tutto ciò che c’era di vivo, e fecero una strage nel campo. Ma per il piacere di Chainer, Teroh, il vero responsabile della morte di Skellum, stava tentando di fuggire e così Chainer lo uccise personalmente, vendicando così il suo maestro. Quando gli insetti ebbero finito, cercarono dell’altro lasciando intatto solo uno stabile pieno di cavalli ed uno dei guaritori in vita.Quando Chainer ritornò, il Patriarca gli consentì di usare il Mirari per guarire Kamahl. Lui prese uno dei suoi incubi, un uomo serpente, ed usò alcune delle sue parti per innestarle magicamente dentro Kamahl. Quando si risvegliò Kamahl fu disgustato da questa atrocità. Lui chiese a Chainer di toglierlo, ma egli si rifiutò categoricamente.Il lavoro seguente di Chainer fu creare un nuovo aiutante per Laquatus. Usando il Mirari modellò Burke, un famiglio fatto interamente di inerme gelatina. Perché esso non funzionava nello stesso modo dei normali organismi, era virtualmente immortale e facile da rigenerare. All’inizio l’ambasciatore rimase deluso, ma dopo una dimostrazione accettò immediatamente il dono di Chainer. Allora Chainer chiese all’Ambasciatore se poteva aiutarlo a trovare alcuni segreti nella libreria reale. Laquatus accettò e Chainer poté accedere a quello che cercava.Il Patriarca rimase impressionato dal lavoro di Chainer e gli chiese di creare altri famigli simili a quelli di Laquatus per servire i suoi attendenti. Chainer accettò, attese finché il Mirari non si trovò nelle sue mani e cominciò a muoversi. Chainer non aveva dimenticato il ruolo del Patriarca nella morte di Skellum e intendeva usare il Mirari per compiere la sua vendetta. Giocò con il Patriarca. Egli voleva neutralizzarlo grazie alla conoscenza del suo nome segreto, ma Chainer, forte delle scoperte fatte con l’Ambasciatore, non si fece intimorire. Conosceva il nome segreto del Patriarca. Questo dono gli dava poteri maggiori del suo capo.

Colpì il Patriarca con una delle sue tecniche mortali per alcuni minuti. Ma con grande sorpresa il Patriarca sopravvisse. Egli spiegò che Kuberr stesso gli aveva garantito l’immortalità, finché la Cabala sarebbe sopravvissuta. Ma egli si arrese lo stesso a Chainer: gli lasciò il comando della città ed andò a sud in una città che era sotto il controllo della Cabala, AphettoChainer cambiò diverse cose. Per primo ruppe l’alleanza con Llawan, ed evocò alcune bestie di Dementia per aiutare Laquatus ad ottenere il trono del regno dei Tritoni. I giochi del Mirari continuarono a restare in programma. I giochi finalmente cominciarono. Gente da tutta Otaria giunse per avere il meraviglioso artefatto. Ma le intenzioni di Chainer erano diverse. Chiuse tutte le porte dell’arena, intrappolando tutti dentro con i suoi mostri di dementia. Il Caos emerse e Chainer si ritirò nelle sue camere. Non intendeva offrire il Mirari come premio, ma voleva tenerlo esclusivamente per se stesso. Kamahl arrivò intenzionato a liberare Chainer dalla sua follia, e salvarlo come in precedenza l’amico aveva fatto con lui. Chainer non capì cosa volesse l’amico e finirono per combattere. Chainer sottomise facilmente il barbaro, ma non prima che Kamahl riuscisse a strappargli il braccio metallico.Chainer usò il Mirari per riparare il suo braccio, ma fallì ogni tentativo. Frustrato evocò alcuni mostri dal Mirari per uccidere Kamahl, che provò a fermarlo, ma egli non gli diede ascolto.Ormai era andato troppo oltre.

La magia richiamò tutte le bestie dalla sua mente, ma esse si trasformarono in una informe massa nera. Chainer morì presto vittima della sfera, come Kirtar ed Aboshan prima di lui. Kamahl lo raggiunse e prese la sfera. In quel momento Chainer era stato maledetto dal Mirari, e finì col lasciare la maledizione della sfera al suo amico, l’unico che aveva cercato di liberarlo dalla sua follia. Chainer rimase disteso agonizzante sul pavimento, e Kamahl vegliò su di lui finche non spirò. Chainer cadde nel dolce abbraccio della morte. Il suo tormento aveva finalmente avuto fine. 

Dralnu di Urborg

Il lich Lord Dralnu si uni alla Coalizione durante la seconda fase dell’invasione di Phyrexia. In passato, in base a quello che dice di lui il comandante Metatrano Agnate, doveva essere un normale comandante umano che però condusse le sue truppe alla dannazione. Durante una battaglia lui ed il suo contingente furono annientati da un misterioso nemico. Dralnu si svegliò in una nicchia dove vi era una donna Lich a sorvegliarlo. Dralnu comprese subito che quel lich possedeva delle truppe non-morte e che le comandava attraverso dei riti che consentivano una fedeltà assoluta. Dralnu rimase con lei finché non ebbe imparato abbastanza sui riti negromantici, fu allora che la uccise. Prese il suo posto e condannò i suoi amici e le sue truppe ad un esistenza da non-morti, in seguito prese il possesso di una città sotterranea conosciuta con il nome di Vhelnish.Durante l’invasione di Phyrexia Dralnu ed i suoi servitori non morti si erano accampati sotto un vortice di sabbia. Destino volle che i suoi servitori trovassero in quel vortice dei sopravvissuti che lottavano, purtroppo invano. Molti dei soldati affondati divennero nuove truppe per il signore dei lich, ma alcuni di questi erano alti sette piedi, pelle blu, capelli d’argento, erano degli uomini molto differenti che presero il nome di Metatrani. I metratrani agli occhi di Dralnu erano un ottima cosa, potevano conquistare molti territori, e guadagnare consensi con i viventi. Ma c’era un problema.

Il comandante dei Metatrani morti, Agnate, riusciva ad avere più controllo sulle truppe di Dralnu stesso. Così Dralnu accolse Agnate a Vhelnish come un alleato e amico. Dralnu migliorò i suoi riti negromantici e cercò di mandare una pestilenza ad effetto ritardato al capitano dei Metatrani, per indebolirlo ed eventualmente menomarlo. Prima che la piaga di Dralnu facesse effetto il lich mandò le sue truppe ad Urborg per combattere contro l’invasione Phyrexiana.

“Io conferisco con la morte stessa, come mi puoi ferire?” —Lord Dralnu

Le cose andarono bene per la coalizione quando Gerrard Capashen ed i membri della nave volante Cavalcavento mandarono come rinforzi dei minotauri di Talruum. Per rappresentare questo esercito, Gerrard mandò Grizzlegom, un minotauro tarchiato con un pugno forte come la pietra come comandante. Con Agnate, Dralnu e Grizzlegom a comandare le rimanenti truppe della coalizione, Urborg venne riconquistata e liberata dai Phyrexiani per sempre.

“La sola vista dei nostri alleati non morti mi disgusta. In quale scellerato patto ti sei cacciato?” —Grizzlegom, ad Agnate

Quando il rito negromantico fatto in precedenza da Dralnu ebbe effetto sul comandante Metatrano, Agnate confidò a Grizzlegom che lui aveva paura che Dralnu voleva resuscitarlo come una creatura non morta. Quando la peste del lich cominciò a fare effetto Agnate dovette amputarsi entrambe le gambe, Dralnu disse a Grizzlegom che per liberarlo avrebbe dovuto ucciderlo due volte. Così Dralnu senza più l’ostacolo di Agnate portò i Metatrani sotto la sua influenza malefica.Agnate presto morì, e quando l’infuriato Dralnu si presentò nella tenda di Grizzlegom pronto ad accusare i minotauri della morte del Metatrano. Il capitano dei minotauri scelse di seguire la legge dei minotauri chiedendo ai luogotenenti Metatrani di fungere da giuria e decidere chi secondo loro era colpevole. Se il colpevole fosse risultato il minotauro accusato da Dralnu allora potevano anche ucciderlo, ma se il colpevole fosse risultato Dralnu stesso allora avrebbe saggiato la furia dei minotauri.

Per sfortuna del negromante i Metatrani designarono lui come colpevole…

“I morti due volte non risorgono più.” —Lord Dralnu 

Eladamri di Rath 

Eladamri Signore degli Elfi di Cielsudario e titolato come Signore delle foglie. Gli elfi di Rath lo stimavano al punto di definire legge ogni sua parola ed in molti per lui avrebbero dato anche la vita nell’eterna lotta contro l’Evincaro. Gli elfi però venivano duramente sconfitti dagli assalti della truppe della fortezza guidate dal Sesto Evincaro di Rath, Volrath. Quando Gerrard e l’equipaggio della Cavalcavento arrivarono a Rath, loro organizzarono un alleanza tra gli elfi di Cielsudario, i Kor, i Vec ed i Dal tribù umane. L’attacco delle truppe alleate si dimostrò più forte del previsto e costrinse Volrath ad una ritirata sul piano di Mercadia.

Ertai di Tolaria 

Ertai nacque a Tolaria e prese a studiare la magia nell’Accademia di Tolaria, il suo carattere era molto arrogante, ma risultava essere un mago molto promettente. Quando la Cavalcavento dovette muoversi verso il piano di Rath per recuperare il capitano del vascello, Sisay, Ertai era al loro fianco. Il mago collaborò con i Solitari, una razza che riusciva a muoversi attraverso i piani di Rath e Dominaria tramite un portale che sarebbe dovuto servire alla Cavalcavento come via di fuga a missione compiuta. Quando però questo avvenne qualcosa andò storto, la Cavalcavento si lanciò nel portale insieme ad i Solitari, ma un altra nave, la nave da guerra Phyrexiana, la Predatrice stava inseguendo lo scavo. Urza tentò di fermarla chiudendo il portale, la chiusura danneggiò seriamente lo scafo Phyrexiano e contemporaneamente permise ad i Solitari di salvarsi ed alla Cavalcavento di proseguire per il piano di Mercadia.

La chiusura però finì con il lasciare Ertai solo sullo scafo della Predatrice. Ertai combatté con la sua magia contro le truppe di Greven finché non fu troppo esausto e dovette arrendersi. Il mago fu torturato dal Comandante Greven affinché rivelasse ciò di cui era a conoscenza ed in seguito fu imprigionato e condotto alla Fortezza. Dal momento che Volrath aveva abbandonato Rath c’era bisogno che fosse nominato un nuovo Evincaro e così Phyrexia mandò un emissario affinché valutasse i candidati. Come emissario fu scelta Belbe, lei arrivata a Rath disse che vi erano tre possibili candidati Crovax, Greven ed Ertai. Greven rinunciò, ma ad Ertai accettò sperando in quel modo di trovare una strada che lo conducesse fuori da Rath. Ertai era gravemente ferito e Belbe per curarlo sfruttò la potenza del mana nero, le ferite di Ertai si alleviarono temporaneamente, ma ormai lui era corrotto dal mana oscuro. Con il tempo il mago divenne il solo amico di Belbe, il suo solo desiderio era fuggire da Rath, ma quando Crovax fu nominato come nuovo Evincaro, Belbe non riuscì a far fuggire Ertai perché la morte la colse prima che potesse aiutarlo.

La vita di Ertai mutò nel giorno in cui decise di aiutare Crovax nella sua lotta per diventare Evincaro contro Volrath. In seguito ad essa Ertai fu mandato a Phyrexia e orribilmente trasformato nel fisico e nella mente. Ora anche lui come Greven Il-Vec serve l’evincaro di Rath.

Greven di Rath 

Durante il periodo del controllo Phyrexiano su Rath si sono avuti numerosi evincari nel piano. Gli Evincari modificati dalla scienza di Phyrexia avevano un potere superiore a molti altri. Da Davvol a Crovax gli evincari non sono mai stati inferiori a nessun altro. Tuttavia nessuno di essi ha guadagnato la reputazione che è stata raggiunta da un solo uomo, il comandante Greven il-Vec. Greven nacque durante il regno del quinto evincaro in una casa comune nelle vicinanze della tribù di Vec, che vivevano nei pressi della foresta di Cielsudario. Poco si conosce del passato di Greven eccetto che venne considerato un traditore dalla sua gente corrotto dalla promesse di potere che aveva uno dei soldati dell’Evincaro a confronto con la povertà di un semplice ribelle di Rath. Greven fu marcato come il-Vec in modo che potesse essere identificato come colui che aveva tradito i Vec.

Greven lavorò per il quinto evincaro di Rath intorno al 4200 AR, quando un giovane dotato di immensi poteri sfidò il padrone del piano per il controllo di Rath. Questo giovane doveva nonostante i suoi vent’anni trasformarsi nel più crudele, terribile e spaventoso evincaro che Rath abbia mai conosciuto. Volrath.

Greven intanto continuava a salire di grado nell’armata di Rath, con una serie di assassini. Riuscì ad acquisire un posto sulla predatrice, la nave Phyrexiana costruita in vista di un eventuale invasione di Dominaria. Non si sa come Greven raggiunse le attenzioni di Volrath, ma il soldato fu chiamato nel suo laboratorio per completare la sua mutazione in un superuomo al servizio di Phyrexia. Molto nel fisico e nella mente di Greven mutò quel giorno. Il destino di Greven venne segnato. Greven divenne alto oltre due metri ed il suo corpo fu potenziato talmente tanto che avrebbe potuto piegare l’acciaio con la sola forza delle sue mani. Dopo l’addestramento Greven divenne l’indiscusso comandante in seconda dell’armata di Volrath e prese il comando della predatrice la nave ammiraglia. Era assistito da un comandante in seconda Vhati il-Dal, un traditore della tribù dei Dal. Con tutto il potere che Greven aveva a disposizione era divenuto il più forte soldato umano conosciuto in tutto il multiverso e gli era stata promesse una posizione di rilievo nella futura conquista di Dominaria. A Greven era parso poter realizzare il suo splendore completo e assoluto. Ma le cose a Rath sono sempre ingannevoli. Greven era uno schiavo di Volrath a cui l’evincaro aveva impiantato una spina dorsale artificiale di mutaroccia. Non appena l’evincaro ebbe la quantità necessaria della sostanza conosciuta come mutaroccia divenne in grado di modellarla a suo piacimento compresa la densità e purtroppo per Greven anche nella temperatura.

Volrath poteva in qualsiasi momento rendere la mutaroccia presente in Greven incandescente ogni volta che Greven lo deludeva. Disgustato dalla sua attuale condizione Greven divenne schivo, scontroso ed odioso, disprezzava tutti quelli che gli erano intorno specialmente Volrath. Greven umiliava e insultava chiunque fosse il suo comando e secondo i suoi ufficiali Greven non ha mai avuto remore o senso di colpa torturando ed uccidendo chiunque lo deludesse. Nell’anno 4205 il piano di invasione ebbe inizio. Comunque Volrath era spinto anche da motivi diversi rispetto a quelli dei Phyrexiani. Mosso da cause personali Volrath trascinò sfruttando la magia in un altro piano il capitano Sisay della Nave Volante Cavalcavento in modo da attirare l’attenzione del suo odiato fratello adottivo, Gerrard Capashen, che aveva una misteriosa affinità con la Cavalcavento e gli artefatti magici conosciuti come l’Eredità.

Volrath convocò Selenia un angelo al servizio di Phyrexia che era rimasta nascosta come una serva di un nobile di Urborg chiamato Crovax. Dopo pochi giorni Gerrard e l’equipaggio della Cavalcavento arrivarono a Rath, con immenso piacere di Volrath, che spedì la Predatrice e Selenia ad attaccare la nave, rubare l’Eredità ed uccidere Gerrard Capashen. Greven realizzò un successo quasi metodico durante il raid contro la Cavalcavento. La Predatrice liberò centinaia di mogg, dei goblin modificati, per non insospettire la Cavalcavento, pochi momenti dopo il suo ingresso a Rath. Queste creature hanno spazzato via l’equipaggio della Cavalcavento e rubato gran parte degli artefatti dell’Eredità compreso il loro guardiano, il Golem d’Argento Karn. Inoltre loro danneggiarono gravemente i Cristalli dei Thran, limitando molto il potere della nave impedendole di cambiare piano a missione compiuta. Greven stesso partecipò alla battaglia ingaggiando un corpo a corpo proprio con Gerrard per breve tempo. Ma il disastro era in agguato nella forma di Vati il-Dal.

Ossessionato dai maltrattamenti subiti dalle mani del suo comandante ed invidioso della sua posizione che desiderava tanto di avere, Vhati puntò i cannoni della nave direttamente contro Greven. Vhati però era uno scarso tiratore e riuscì solo a spezzare l’equilibrio della Cavalcavento facendo precipitare Gerrard dalla nave verso la morte nella foresta di Cielsudario. Soddisfatto dalla vittoria e desideroso di una vendetta verso Vhati, Greven ed i Mogg tornarono sulla Predatrice diretti nuovamente alla Fortezza. Inutile dire che Greven gettò immediatamente giù dalla nave Vhati il-Dal gettandolo verso lo stesso destino di Gerrard.

Greven ebbe poco tempo per godersi gli artefatti rubati, di fatti lui scopri Tahngarth, un minotauro di Talruum al servizio della Cavalcavento che si era gettato a rischio della vita sulla Predatrice nel tentativo di recuperare il Golem d’Argento Karn. Greven combatte contro Tahngarth per un po’ ed i due impararono subito ad odiarsi. Greven però riuscì ad uscirne vittorioso e si presentò da Volrath con il suo bottino. Volrath rimase estremamente soddisfatto della dipartita di Gerrard e della conquista degli artefatti, aveva inoltre per aumentare il suo piacere catturato Tahngarth e Karn che sarebbero stati condotti ai suoi dungeon. Volrath chiese poi a Greven che faccia avesse Gerrard nel momento in cui il comandante lo aveva ucciso. Greven ammise di non poterlo sapere in quanto l’eroe era precipitato dalla nave incontro alla morte. Volrath allora rese incandescente la mutaroccia presente in Greven, adirato e furente. Il comandante della Predatrice non comprese neppure le ultime parole di Volrath che gli dicevano di prepararsi alle difese per contrastare un inevitabile contrattacco. Greven ebbe comunque una piccola soddisfazione quando seppe che Tanghart il minotauro di Talruum sarebbe divenuto un mostro Phyrexiano al suo servizio prendendo il posto del traditore Vhati. Greven equipaggiò la sua nave con i mezzi più terribili determinato a porre fine in maniera definitiva alla vita di Gerrard Capashen se mai fosse giunto alla Fortezza.

Greven non dovette attendere a lungo in quanto lo stesso giorno seguente arrivò il rapporto di un incursione all’interno della fortezza. Le armate di Rath tuttavia avevano altro a cui pensare. Le tribù ribelli di Dal, Vec e Kor avevano unito le loro forze ed insieme alla formidabile armata degli elfi di Cielsudario, guidati dal loro Leader, Eladamri il Signore delle foglie, stavano attaccando la fortezza. La predatrice continuava a fare sorveglianza, tutta via desiderosa di trovare e distruggere l’altra nave volante, la Cavalcavento. Greven alla fine riuscì a localizzare la nave sopra i giardini della fortezza. La Predatrice si lanciò in un breve duello con la Cavalcavento supportati da un attacco dei Goblin Mogg sugli ornitotteri. Greven aveva un unico desiderio però, attese per trovare l’odiato Gerrard Capashen, ed il desiderio di Greven fu presto esaudito quando vide Gerrard insieme al traditore Starke il-Vec e il recuperato Capitano Sisay e Takara, la figlia di Starke, fuggire attraverso i giardini della fortezza. Greven voleva la sua vendetta verso Gerrard, così invece di distruggerlo con i mortali raggi della Predatrice preferì affrontarlo personalmente.Un attimo prima di scendere dalla Predatrice Greven aveva notato due figure cadere dal timone della Cavalcavento. Greven atterrò nei giardini di Volrath cercando un confronto con Gerrard. Greven fu molto soddisfatto nel notare che Mirri, la gatta guerriera e la migliore amica di Gerrard stava per essere sconfitta in duello da Crovax, che era stato mutato in vampiro dopo aver ucciso l’angelo di cui era innamorato, Selenia.

Greven sapeva che ora Gerrard doveva prendere una decisione tra il combattere con lui e cercare di salvare Mirri o fuggire con la Cavalcavento lasciandola morire e Greven sapeva che il senso dell’onore di Gerrard non gli avrebbe mai permesso di lasciare l’amica a morire nelle mani di Crovax. Greven e Gerrard combatterono ancora una volta e Greven stavolta voleva concludere quel duello una volta per tutte. Ma la lotta fu interrotta quando Gerrard usò una tecnica particolare per colpire Greven in modo da potersi distaccare dal duello. Mirri era morta e con essa erano morti tutti i motivi di Gerrard per continuare quel duello. Così Gerrard fuggì per consentire la salvezza della Cavalcavento il cui equipaggio lo attendeva per andarsene. Greven gridò di rabbia e si lanciò con la Predatrice all’inseguimento dell’uomo che per ben due volte era sfuggito al suo duello. La predatrice fece apparentemente la cosa migliore sorpassando la più piccola Cavalcavento, ma la nave usò un potente artefatto che Greven non conosceva e fuggì da Rath attraversando un portale che il capitano della Predatrice credeva obsoleto. Greven furente osservò il portale chiuso dopo il passaggio della Cavalcavento e si schiantò contro di esso in una pioggia di pietre e metallo che si sbriciolò sulla sua stessa nave. Ciò che lo rendeva furente era il fastidio che questo avrebbe portato al suo padrone.La sua nave era quasi distrutta e Greven non aveva scelta, doveva tornare alla fortezza ed attendere il giudizio di Volrath.

Fortunatamente però l’equipaggio della Predatrice localizzò un giovane mago precedentemente al servizio della Cavalcavento, Ertai, che forse avrebbe potuto spiegare tutto al furente evincaro. Ci sarebbe voluto circa un mese prima che la nave tornasse ad essere definita il Flagello di Cielsudario. Greven fece ritorno alla fortezza in uno stato di confusione, e trovò i soldati un tempo perfetti nella stessa condizione. Una volta incontratosi con Dorlan, il ciambellano della Fortezza, Greven cominciò a fargli domande su cosa avesse ridotto la fortezza in quello stato. Oltre alla notizia della fuga dei due prigionieri Tahngart e Karn, Dorlan disse a Greven una notizia che attendeva da cinque anni: Volrath aveva lasciato la sua posizione di Evincaro di Rath. Evidentemente Volrath aveva lasciato il suo feudo per cercare una vendetta inseguendo Gerrard Capashen.

Greven comprese immediatamente che i piani per l’invasione di Dominaria andavano cambiati immediatamente per fare in modo che tutto andasse come previsto. Greven si mise così in contatto con le alte sfere di Phyrexia, che erano apparentemente gia informate dell’abbandono di Volrath. Loro promisero che avrebbero mandato un loro emissario per sistemare tutte le cose alla fortezza nei pochi mesi che precedevano l’attesa invasione. L’emissario avrebbe dovuto radunare l’esercito di Rath, aumentare la produzione di mutaroccia e determinare i candidati per essere il nuovo evincaro di Rath. Se Greven e la sua armata avessero saputo la verità su chi era questo nuovo emissario forse il corso della storia di Dominaria sarebbe stato cambiato.

L’emissario inoltre sarebbe servito da “lente” in modo che il vero signore di Phyrexia Yawghmot, potesse vedere in ogni momento nella Fortezza come fosse realmente lì. Greven, Dorlan, Ertai, ed il Sergente della Predatrice Nasser si recarono nell’Aule dei Sogni di Volrath per attendere l’arrivo dell’emissario di Phyrexia. Le figure tortuose dell’Aule dei Sogni diedero l’impressione di annunciare l’arrivo di un essere dalla potenza spaventosa. Tuttavia era difficile che questi fosse il nuovo emissario. Era Crovax di Urborg che reclamava di essere il nuovo Evincaro di Rath. Greven ha cercato subito di uccidere il vampiro sul posto, non comprendendo la macchinazione dei Phyrexiani fatta sul giovane nobile. La disputa tuttavia non fu permessa, in quanto l’emissario di Phyrexia scelse quel preciso momento per arrivare.

Alto circa due metri e mezzo in un armatura marrone che ne celava i tratti l’emissario fece la sua comparsa. Greven e gli altri lo osservarono con ammirazione ritenendolo degno di ricoprire una tale carica. L’emissario uscì dalla sua armatura protettiva e si rivelò nella sua vera forma, una giovane donna elfa, magra e alta circa un metro e sessanta. Belbe. In quanto emissario Belbe ha cominciato subito a sistemare ed ordinare le cose come andavano fatte. E disse a Crovax che avrebbe dovuto praticare un addestramento prima di reclamare la posizione di Evincaro. Lo stesso venne detto ad Ertai, visto che Belbe aveva notato una particolare aura magica. L’invito venne esteso anche a Greven, che però declinò rapidamente la proposta preferendo di restare stabile nella sua posizione di comandante della Predatrice. Vedendo come cinque dei sei precedenti evincari erano stati uccisi, pare che Greven abbia preso una saggia decisione. Mentre Ertai continuava il suo addestramento, Crovax prese una parte dell’esercito di Rath per distruggere gli elfi e le forze ribelli che avevano occupato la Foresta di Cielsudario. Frattanto Greven assisteva alla ricostruzione della nave volante di Phyrexia, la Predatrice.

Proprio durante questo periodo a Greven si avvicinò uno sconosciuto, un uomo di Kor al servizio dei Pescatori di Anime, delle spie che lavoravano alla Fortezza sotto il comando del precedente Evincaro. Quest’uomo, Furah, informò Greven che Eladamri aveva radunato le tribù di Kor, Dal e Vec sotto un vessillo comune contro la Fortezza. Furah sparì immediatamente dopo aver lasciato il messaggio a Greven per regni sconosciuti. Crovax aveva lasciato la Fortezza con la metà dell’esercito soltanto e Greven andò a segnalare le sue preoccupazioni a Belbe a riguardo di un probabile nuovo attacco contro la Fortezza da parte dei ribelli. Fu Ertai ad avere una brillante idea, prendere in ostaggio metà delle tribù traditrici dei il-Vec, il-Kor ed il-Dal che vivevano nella Città dei Traditori all’interno della Fortezza. Ciò avrebbe dissuaso gli abitanti all’interno della Fortezza di seguire la ribellione di Eladamri. Greven seguì a pieno questa operazione prendendo come prigionieri oltre cinquemila uomini dei cittadini ancora fedeli alla Fortezza.Alla fine il momento che Greven aveva atteso con tanti sacrifici era finalmente giunto e la Predatrice era nuovamente nei cieli. La nave volò fino ai confini della foresta di Cielsudario e trovò le armate di Crovax in una condizione di sconfitta. Greven comprese che le armate dovevano aver trovato la morte all’interno di Cielsudario e che Crovax era stato apparentemente abbandonato al suo destino.

Nei giorni seguenti però tutte le preoccupazioni di Greven svanirono grazie alla cattura di un uomo che inseguivano da quasi trent’anni. Eladamri, il Signore delle Foglie. La Predatrice riportò indietro l’esercito sconfitto della Fortezza, riportando anche il capo dei ribelli di Cielsudario. Greven fece un ritorno trionfale alla fortezza di Crovax, ma trovò la sua sede ridotta in modo infernale. Greven venne a sapere che Crovax era riuscito a ritornare alla Fortezza e che dopo aver scoperto gli ostaggi li aveva personalmente uccisi tutti e cinquemila. Ertai intanto era stato alterato con una costante infusione di Mana Nero dai caricatori di Volrath, incrementando il suo potere, anche se solo marginalmente. Tuttavia Belbe non aveva ancora scelto il successore di Volrath. Accadde in quel periodo che Greven rincontrò Furah degli il-Kor, un uomo che era molto più di ciò che voleva apparire. Furah fece un incredibile rivelazione a Greven, un qualcosa che avrebbe cambiato completamente il corso della scelta per il nuovo evincaro. Furah non era infatti una comune spia il-Kor, ma era l’unico uomo in grado di terrorizzare Greven, Volrath. Volrarth disse poco a Greven a riguardo del suo incontro con Gerrard sul lontano piano di Mercadia.

Il vecchio evincaro diede un ordine semplice al suo sottoposto, quello di farlo tornare al suo ruolo. Greven ebbe poca scelta se non obbedire al suo comandante. In effetti Greven preferiva il ritorno di un evincaro più calcolatore e stabile rispetto al favorito per la corsa al trono, Crovax. Mentre Volrath e Greven prendevano gli giusti accordi, Crovax aveva gia preso il comando del Corpo dei Sergenti di Greven ed aveva ucciso il Ciambellano Dorlan e chiunque altro si sarebbe potuto opporre al suo dominio incontrastato su Rath. Greven portò Eladamri a Belbe, e non appena l’elfo notò le fatture di Belbe andò improvvisamente in ira cercando di uccidere l’emissario. Greven venne a sapere più tardi che Belbe era stata creata dal corpo di Avila, la figlia di Eladamri. Greven si stava preparando a torturare Eladamri, ma una cosa lo bloccò. La Predatrice era stata nuovamente distrutta, stavolta pareva dai soldati al servizio di Rath. Ma tutto questo poteva attendere, la cerimonia per l’investitura dell’evincaro stava per iniziare.Belbe proclamò la sua decisione in molto tempo. Greven aveva rifiutato di competere per raggiungere la posizione di evincaro. Ertai non era ancora abbastanza potente da poter sfidare Crovax. Ed il nobile di Urborg sembrava l’unica scelta logica.

Il potere concessogli da Yawghmot lo rendeva superiore a qualsiasi vampiro, Crovax poteva assorbire direttamente l’essenza della vita di chiunque uccidesse alimentando il suo potere. Dopo la morte dei cinquemila prigionieri Crovax era divenuto più potente di quanto si potesse immaginare. Era giunto il momento che Crovax fosse incoronato come nuovo evincaro di Rath. Giusto un attimo prima dell’incoronazione di Crovax, una sfera di mana entrò nella stanza prendendo il controllo di Belbe e costringendola a fuggire dalla stanza del trono della Fortezza. Crovax seguì l’emissario ansioso che il suo titolo fosse finalmente legittimato. Crovax sentiva che stava per raggiungere il suo obiettivo definitivo, ma la cerimonia fu interrotta da Greven il-Vec che diceva che vi era ancora un candidato. Dalla folla avanzò Furah che dopo alcuni passi mutò il suo aspetto riprendendo la sua forma originaria, quella di Volrath, sesto evincaro di Rath. Belbe così propose un duello. Volrath contro Crovax, il vincitore sarebbe stato il nuovo evincaro di Rath. Lo scontro iniziò subito ed i due cercarono immediatamente di uccidersi a vicenda. Ertai intanto seguiva la battaglia con un dubbio nella mente. La decisione era molto complessa, secondo gli ordini di Volrath, Ertai sarebbe dovuto morire in quanto aveva partecipato all’incursione della Cavalcavento. Se Crovax fosse stato incoronato evincaro, Ertai fosse avrebbe avuto la stessa sorte, ma forse avrebbe continuato a vivere se fosse stato utile al Vampiro. Così Ertai mosso dalla disperazione cercò di mettere in difficoltà Volrath sfruttando uno dei suoi incantesimi. Agli occhi di tutti apparve che il precedente evincaro fosse solo inciampato. Solo a pochi la mossa di Ertai fu apparente. Crovax aveva vinto e Belbe gli assegnò il suo premio: la posizione dell’evincaro di Rath. Crovax fu molto soddisfatto di avere Ertai al suo servizio e lo lasciò in vita. Greven in ogni caso aveva solo trattato con il mostro che conosceva. La prima missione che assegnò il nuovo evincaro fu quella di liberarsi di tutti i ribelli presenti nella fortezza che si erano mascherati da soldati di Rath. Crovax, Belbe, Ertai e Greven radunarono tutti i ribelli ed il loro capo Eladamri nell’aule dei sogni con l’intenzione di sterminarli. Belbe tentò una mossa disperata dicendo che forse poteva riuscire a convincere i ribelli alla resa. Crovax accettò visto che aveva notato il tentativo di Eladamri di uccidere Belbe, un operazione che secondo Crovax andava completata. Belbe così entrò nell’aule dei sogni nel tentativo di prendere tempo. Ma quando dopo qualche tempo i soldati di Crovax entrarono trovarono solo tre ribelli all’interno ed il corpo senza vita di Belbe.

Eladamri, Takara e la donna dei Vec che era stata catturata di recente non vennero più trovati. Ma Crovax sorrise. Le cose non potevano andare meglio. Con la nuova posizione di Crovax sul piano di Rath le cose cambiarono definitivamente. Greven mantenne la sua posizione di comandante della Predatrice con il desiderio di uccidere Gerrard Capashen e Tahngart, il minotauro di Talruum. Ertai era stato modificato dalla scienza di Phyrexia ed era divenuto un mostro a quattro braccia che necessitava di risucchiare le anime per poter lanciare al meglio i suoi incantesimi oscuri. E Volrarh il fiero dominatore del piano di un tempo era morto.Greven rimase a Rath fino al giorno che ogni servitore di Phyrexia attendeva. Il giorno della sovrapposizione planare di Rath su Dominaria. Greven giunse con la seconda ondata dell’assalto a Dominaria e si diresse a conquistare e proteggere l’isola di Urborg, la terra natia di Crovax. La Cavalcavento però finita la sua missione su Mercadia giunse con l’intenzione di annientare la Fortezza che era stata per molti di loro un incubo di morte. Questo era qualcosa che Greven non poteva permettere. Durante l’intenzione di assaltare la Cavalcavento la mente di Greven fu assalita da un dubbio atroce che mai aveva avuto prima di allora. Lui era sempre stato un pupazzo nelle mani dei tre evincari e quel giorno le cose non sembravano andare diversamente. Crovax, il Signore di Dominaria aveva pieno possesso del suo corpo. Greven con una miriade di soldati di Rath sbarcò sulla Cavalcavento e quasi uccise il tiratore posteriore, il goblin Squee. Ma la vera battaglia doveva ancora avere inizio. Mentre i suoi soldati tenevano l’equipaggio della Cavalcavento alla baia impegnato in un combattimento, Greven ingaggiò un furioso combattimento con Tahngart, una battaglia che attendeva da molto tempo. Tuttavia Greven sotto il controllo di Crovax non riusciva a fare le cose migliori. Così Greven fu ucciso e gettato sulla Predatrice ormai distrutta che fu mandata a schiantarsi direttamente contro la cima della Fortezza. Greven era morto. Ma forse non aveva mai vissuto. Schiavo di un padrone brutale che non si era mai interessato di lui o di quello che provava. Ed il burattino era stato lanciato nel fuoco dal burattinaio non appena aveva avuto nuovi burattini con cui giocare. 

Hanna di Tolaria 

Hanna è la figlia del mago insegnante Barrin e di sua moglie Rayne, un cancelliere dell’accademia di Tolaria. Diversamente dagli studenti dell’accademia di Tolaria, Hanna preferiva gli artefatti alla magia. Il che fu fonte di discussione con Barrin. Hanna lasciò l’isola di Tolaria per studiare gli artefatti all’università di Agrivia. Ad Agrivia Hanna imparò come utilizzare i più complicati artefatti. Lei lì conobbe la guaritrice Orim e divennero amiche. Hanna ed Orim conobbero Sisay, il capitano della Nave Volante Cavalcavento, ed entrarono a far parte dell’equipaggio. Vista la grande capacità di Hanna con gli artefatti lei divenne la Navigatrice della nave. Hanna conobbe un giovane di nome Gerrard. Gerrard lavorava sulla nave con la sua amica Mirri ed il suo amico Rofellos. Quando Rofellos fu ucciso ad Urborg, Gerrard e Mirri abbandonarono la nave. Quando Sisay venne catturata e portata a Rath, Gerrard tornò sulla nave, ma Hanna trovava il loro rapporto molto complesso. Hanna aveva combattuto con i soldati di Rath ed i Kyren di Mercadia. Lei aveva personalmente aggiunto il mutacielo, la matrice di potere e le ossa di Ramos sulla Cavalcavento aumentando così il suo potere. Lei era divenuta una parte vitale dell’equipaggio ed è corsa veloce alla difesa del suo mondo, Dominaria. Giunti a Dominaria, Gerrard ordinò che la nave si recasse alla sua casa a Benalia. Hanna provò a recarsi lì, ma fu spinta via dalle distorsioni dei portali Phyrexiani. L’invasione stava avendo inizio ed ogni membro dell’equipaggio realizzò che il loro mondo non sarebbe mai più stato lo stesso. La nave riuscì a disabilitare alcuni portali Phyrexiani, ma i Phyrexiani avevano danneggiato la loro nave in modo tale da costringerla ad un atterraggio di fortuna nella città di Benalia. Lì il precedente amore di Hanna, Gerrard, venne accusato di aver disertato l’esercito di Benalia e il comandante dell’equipaggio venne così posto nel brigantino. Nel frattempo le navi di Phyrexia si riversarono nel cielo di Benalia spedendo il loro esercito armato a terra. Il gruppo uscì dal bringantino per impedire che Benalia divenisse soltanto una rovina fumante. 

I Phyrexiani avevano caricato le loro navi con germi di peste ed Hanna venne infettata. Giorno dopo giorno la donna stava sempre peggio. Orim non riusciva a far nulla per fermare questa malattia. Durante una battaglia successiva, l’equipaggio entro a Rath attraverso i teletrasporti Phyrexiani e fecero cadere le loro bombe di peste sulle truppe. Lì capirono che i Phyrexiani erano immune alla peste. Sisay incoraggiò Gerrard all’ancoraggio per trovare il motivo dell’immunità Phyrexiana e sfruttarlo per salvare la vita ad Hanna. Gerrard disse che avrebbe fatto qualsiasi cosa per salvare la vita di Hanna e catturo quattro Phyrexiani con l’ancora. Orim fu capace di comprendere cosa bloccava la piaga nei Phyrexiani, ma non era in grado di curarla, poteva solo bloccarla. Orim provò prima sugli animali e poi su se stessa era l’unica speranza che aveva per salvare Hanna. Ma la ragazza era troppo debole per sopravvivere ed era indebolita oltre il limite. Grazie all’immunità totale l’equipaggio si recò alla Foresta di Llanowar e cercò una cura nelle Dreaming Caves, il luogo dove tutto può diventare reale. Gerrard provò a focalizzare l’immagine di Hanna in salute, felice, ma tutto fu vano. Hanna provò a rendersi utile negli ultimi giorni di vita dopo che tutte le cure erano fallite. Urza parlò con un veggente cieco, e disse a Gerrard di dirle addio. Lei era troppo malata. Gerrard amava Hanna e le disse questo finche non giunse l’inevitabile morte. 

Due settimane dopo, il mago insegnante di Tolaria, Barrin fu informato da Urza in seguito alla sconfitta dei Phyrexiani ad Urborg della morte di sua figlia Hanna. Oltraggiato di aver lasciato andare Hanna con il programma di Urza per tanto tempo ritornò a Tolaria ridotta ora in rovine dal passaggio dei Phyrexiani e seppellì sua figlia in un involucro protettivo accanto alla madre morta di recente, Rayne. Allora Barrin lanciò un potentissimo incantesimo che lo uccise generando un esplosione così potente da distruggere le forze Phyrexiane e lasciando sull’isola solo sua moglie e sua figlia sepolte. In memoria di uno dei più valorosi membri della Cavalcavento, Hanna di Tolaria (4180-4205) 

Hurkyl di Lat-Nam 

Hurkyl sarà per sempre ricordato come una guida luminosa in un periodo duro. Il co-fondatore del Collegio di Lat-Nam insieme a sua moglie Drafna, Hurkyl cercava di insegnare la pace nel periodo in cui dominava il caos e la distruzione della Guerra dei Fratelli. Mentre questo gesto garantiva a Hurkyl un posto nei libri di storia il suo contributo per il riemergere della magia a Dominaria fu portato a compimento.Hurkyl e sua moglie furono chiamati a prendere parte al consiglio nella città di Terisia durante l’ultima parte della Guerra dei Fratelli. Hurkyl e Drafna, rimasero a lungo con i più rinomati pensatori come l’Artefattiere Agriviano Loran e l’archeologo Feldon, presero una decisione unanime di rimanere neutrali rispetto alla guerra che andava sempre crescendo. Questa “terza forza” voleva liberare Dominaria dalla strapotenza degli artefatti per lasciar spazio alle arti arcane. La magia non faceva parte della vita di Dominaria sin da tempi precedenti all’Impero Thran, ma con l’aiuto di Hurkyl e dei saggio della Torre D’Avorio le cose cambiarono. Purtroppo però la Storia di Hurkyl ha una fine amara. Ashnod, il luogotenente del qadir dei Fallaji, condotta da avidi interessi decise di entrare nella città di Terisia e conquistarla. Con l’aiuto di Hurkyl e sua moglie gli scolari riuscirono a fuggire mettendosi in salvo. Hurkyl però fu ucciso nella battaglia da uno dei draghi meccanici di Mishra.  Karn Karn il golem d’argento, fu una creazione del viandante dimensionale Urza. Karn era la prima parte dell’Eredità di Urza, una serie di artefatti creati da Urza con lo scopo di distruggere Yawgmoth, signore delle lande, il dio oscuro di Phyrexia. Per costruire il Golem, Urza sperimentò vari metalli ma scoprì che solo l’argento rimaneva illeso dopo il passaggio di portali dimensionali. E così il golem d’argento venne creato. Ironicamente, la matrice vitale di Karn era l’Hearstone dell’agente Phyrexiano Xantcha che era diventato grande amico di Urza. Tuttavia l’Herastone non aveva origini Phyrexiane, quella di Xantcha fu rinvenuta da Urza dopo la battaglia contro il demone Gix dove Xantcha si era sacrificato per salvare la vita di Urza. Urza e Barrin chiamarono il golem Sonda 1. In seguito il golem fu autorizzato a socializzare con le altre persone dell’accademia di Tolaria, proprio a Tolaria Karn conobbe il suo primo vero amico: Jhoira che diede al golem il suo attuale nome: Karn, che significa “forte” nella lingua antica dei Thran.

Dopo che Jhoira lasciò l’accademia Karn divenne molto triste poiché egli non dimenticava mai niente e i bei ricordi con l’amico lo rattristavano molto soprattutto dopo che seppe che l’amico era deceduto.Urza e Barrin decisero di limitare la memoria del Golem di soli 20 anni cosicché non ricordasse più eventi lontani e tristi. Tuttavia Karn non riuscì a dimenticare il suo amico, infatti ogni notte si ripeteva:“Jhoira è mio amico, il mio migliore amico, ci siamo conosciuti all’accademia e mi ha dato il nome Karn che nell’antica lingua dei Thran significa forte. ”Urza mandò Karn a lavorare come ingegnere a bordo della Nave Volante Cavalcavento dove aiutò il capitano Sisay per molti anni. A Benalia, un attacco dei phyrexiani aveva ucciso molti guerrieri della stirpe Capashen lasciando un unico sopravvissuto. Karn salvò il giovane ragazzo che si chiamava Gerrard e da quel momento divenne suo protettore. Dopo l’Apocalisse Karn usò i suoi poteri di viandante dimensionale per portare Orim a Mercadia dove visse felice con Cho-Manno fino alla fine dei suoi giorni. In seguito Karn si spostò in un angolo remoto del Multiverso dove creò mondo fatto quasi interamente di macchine come lui: Mirrodin. Karn affidò poi il governo di Mirrodin alla sua creazione Memnarch e poté finalmente morire in pace. 

Sidar Kondo da Jamuraa 

Kondo nacque a Jamuraa , continente tropicale di Dominaria; figlio del capo (detto sidar) di una tribù che viveva in villaggi fatti di canne di bambù nei pressi di Zhalfir una volta cresciuto si sottopose al rituale per diventare un uomo ed avere quindi la possibilità di essere il nuovo sidar del villaggio.Anni dopo, come capo, accettò nel villaggio un ragazzo orfano di nome Gerrard. Il ragazzo era accompagnato da un golem d’argento di nome Kharn parte di una serie di artefatti conosciuti come l’Eredità. Gerrard fece subito amicizia Vuel, unico figlio di Kondo e futuro capo della tribù. Ben presto i due nuovi amici divennero inseparabili.Kondo trattò egualmente sia il suo vero figlio sia quello adottivo, fino a quando essi raggiunsero la maturità. Vuel voleva superare il test per diventare un uomo nonché nuovo capo del villaggio. Vuel avrebbe dovuto scalare un grande dirupo senza nessun aiuto nei pressi del villaggio. O ci sarebbe riuscito o sarebbe morto nel tentativo. La prova incominciò ma all’insaputa della tribù un nativo Rathi di nome Starke diede a Vuel alcune droghe per aiutarlo. Quando Kondo scoprì la cosa, il suo orgoglio per il figlio mutò velocemente in delusione.Intanto Vuel si trovava in difficoltà poiché la droga lo aveva reso letargico. Ma improvvisamente in cima al dirupo apparve Gerrard che salvò l’amico da morte certa ma con questo aiuto Vuel venne squalificato dalla prova. Tutto questo accadde sotto lo sguardo incredulo di Kondo.Poiché Vuel aveva gettato via il proprio orgoglio decise di andarsene nel deserto.La vita al villaggio continuò. Kondo viveva con il suo figliastro Gerrard all’insaputa che Starke aveva trasformato il suo vero figlio in un mostro. Vuel incominciò a dirigere la sua furia verso il padre e soprattutto verso il suo fratellastro che con il suo aiuto gli aveva fatto perdere tutto il suo onore. Vuel attaccò il villaggio con un’armata mercenaria. Kondo cercò di difendere il villaggio con i suoi uomini ma fu tutto inutile. Kondo si avvicinò al padre e lo uccise con un ghigno malefico. Kondo e la sua gente sarebbero state le prime vittime di Vuel, che prestò sarà conosciuto come Volrath. 

Maraxus di Keld 

Maraxus era un gigante in mezzo alla sua specie che poteva possedere più fuoco e furia dei suoi predecessori, i signori della guerra di Keldon. Lui divenne così potente che i keldoniani non riuscirono più a controllarlo. Lasciò molto giovane i suoi maestri e finì con il divenire il comandante degli ogre dai denti a sega, delle creature violente e assetate di sangue. Usando gli ogre come servitori lui entrò a lavorare per Volrath, l’evincaro di Rath. Maraxus catturò il traditore Starke, per ordine di Volrath, che gli aveva chiesto di ucciderlo per non farlo tornare a Rath. Starke fu lasciato a morire, ma fu salvato dall’equipaggio della Cavalcavento. Prima che la Cavalcavento giungesse a Rath, con l’aiuto il comandante Gerrard Capashen che stava combattendo con Maraxus, Starke uccise il signore della guerra con una coltellata alla schiena. Mirri Gatta Guerriera Mirri fu rinnegata dalla sua stessa specie perché aveva gli occhi di colore diverso il che rappresentava un presagio di sventura per quelli della sua razza. Le cose andarono meglio quando divenne una studente dello stregone-maro Multani con lei vi erano un amichevole elfo di nome Rofellos ed un umano di nome Gerrard Capashen. Insieme si unirono all’equipaggio della Cavalcavento. Loro formarono un ottima squadra quando difesero la residenza di Crovax dall’attacco di alcuni servitori di Phyrexia, ma Rofellos perse la vita in questa battaglia.Gerrard lasciò la nave per tornare a Benalia e Mirri si recò a Llanowar per riferire la triste perdita alla famiglia di Rofellos.Mirri rimase con gli elfi di Llanowar per tre anni finche Gerrard e la Cavalcavento non tornò portando la notizia del rapimento di Sisay nel piano di Rath. Lei combatte con i servitori di Rath fino a giungere alla fortezza dell’evincaro. Dentro, il nobile di urborg Crovax la difese dagli attacchi dell’angelo nero Selenia.

Seriamente ferita fu portata a bordo della nave e per essere curata con Crovax. Crovax da quando aveva ucciso Selenia si era maledetto trasformandosi in un vampiro non-morto ed in quel momento cominciò la sua mutazione. Spinta dalla curiosità Mirri seguì Crovax quando egli lasciò il suo letto nell’infermeria. Appena scoprì il suo piano di sabotaggio Mirri lo attaccò. Con i suoi nuovi poteri vampirici Crovax uccise facilmente Mirri dopo che i due erano finiti fuoribordo. Gerrard e la Cavalcavento furono salvi perché Mirri aveva sacrificato la sua vita.Quando arrivarono in un nuovo strano piano, celebrarono una cerimonia per il recupero del capitano Sisay ed una cerimonia funebre per Mirri ed il suo coraggio. Mirri era una grande guerriera, ed era morta per proteggere i suoi amici dalle forze del male. 

Mishra di Agrivia 

Mishra era il fratello minore di Urza, nato l’ultimo giorno dello stesso anno del fratello, come lui stesso spesso teneva a precisare da ragazzo. Sin da bambino era stato molto più impulsivo e rude del calmo fratello. All’accademia di Tocasia dove crebbero lui strinse amicizia con i Fallaji, un popolo nomade del deserto, che vivevano lì. Specie con uno di loro Hajar. Durante una spedizione che sarebbe servita a vedere l’utilità di un artefatto appena riparato, l’ornitottero, i due fratelli e Tocasia la loro maestra, si trovarono nelle caverne di Koilos dove entrambi i fratelli trovarono un pezzo di un unica pietra. Quella di Urza dava nuova vita agli artefatti, quella di Mishra li rendeva deboli. Entrambi i fratelli volevano la pietra dell’altro, ma per orgoglio o per non si sa cosa rifiutavano di mostrarsele creando una spaccatura che culminò in una notte quando i due scontrandosi per il possesso delle pietre distrussero la capanna e uccisero la loro maestra Tocasia. Mishra decise di abbandonare l’accademia e fuggire verso il deserto. Lì fu catturato e preso schiavo dai suwwardi un altro popolo del deserto, la fortuna volle che il suo amico Hajar fosse tra loro e con il suo aiuto riuscì ad arrivare a parlare con il Qadir, il capo di questo popolo ed a divenire l’istruttore del figlio di esso. Le cose andarono bene ed il figlio del qadir si legò molto al suo maestro. L’amicizia con il figlio del qadir gli permise anche di riavere la sua tanto adorata pietra, sottrattagli al momento della cattura. Il ragazzo la volle vedere in quanto Mishra gliene aveva parlato e quando un drago meccanico, un enorme artefatto a forma di drago, attaccò il campo dei Suwwardi, Mishra che aveva visto il drago in sogno disse ad Hajar di portargli la mezza pietra che servì per domare e calmare il drago.

Con il tempo il qadir divenne da ragazzo un uomo, da giovane appassionato di leggende divenne un tiranno dispotico e con improvvise crisi isteriche. Così pian piano Mishra l’unico che era in grado di uscire dalla sua tenda ancora con la testa attaccata al collo quando vi erano brutte notizie divenne uno degli uomini più importanti dei suwwardi. Mishra era ben visto sia dai generali che dai capi di altre tribù per via della sua indole gentile. Inoltre il drago meccanico era solo sotto il suo controllo ed ogni volta che la pietra veniva ceduta da Mishra a qualcun altro esso si preparava a fare una strage.I suwwardi si mossero grazie al qadir e soprattutto a Mishra ed al suo drago meccanico alla conquista di molti territori, la prima svolta si ebbe alle mura di Zegon. Lì trovarono una prima vera resistenza, il drago non riusciva ad avvicinarsi alle mura e per i suwwardi quello era un problema, un problema che non riuscivano a spiegarsi. Zegon così mandò un rappresentante per parlamentare con Mishra, quel rappresentante era una donna bellissima dai capelli rosso fuoco, Ashnod.

Ashnod riuscì a trattare con Mishra per la non distruzione della città di Zegon, Mishra acconsentì, ma ad una condizione, perché il patto sembrasse equo agli occhi di tutti loro avevano bisogno di un ostaggio, ed Ashnod risultava perfetta come ostaggio o come lei preferiva, come assistente.Con l’aiuto di Ashnod, Mishra ed il popolo Suwwardi cominciò a prendere potere nei territori fallaji e non solo. Il dittatore di Kroog, preoccupato per tutto questo trambusto chiese udienza per parlamentare con il qadir suwwardi. Con non grande sorpresa di Mishra accanto al dittatore c’era nientemeno che suo fratello Urza. Le trattative non andarono a buon fine in quanto il dittatore aveva progettato un piano, che includeva gli ornitotteri di Urza, per uccidere il qadir. Mishra si sentì nuovamente tradito dal fratello e con l’aiuto di Ashnod riuscì a mettersi in salvo ed a mettere in salvo anche il qadir. In seguito a quest’avvenimento Mishra decise di seguire i suoi sogni per trovare il modo di divenire più forte. Sogni che gli mostravano le grotte di Koilos ed un portale che portava in un mondo dove poteva trovare altri draghi meccanici. Un luogo chiamato Phyrexia.Un giorno lui ed Ashnod attraversarono il portale delle grotte per vedere dal vivo questa Phyrexia. Mishra riuscì a riportare alcuni draghi meccanici, ma il meccanismo per poco non liberò anche qualcosa di molto più pericoloso. Un qualcosa che ben presto sarebbe tornato alla carica.Fatto questo Mishra convocò una nuova assemblea di pace durante la quale prima con le trattative e poi con la forza cercò di sottrarre la pietra al fratello. Il piano fallì anche per colpa di Ashnod che rivelò tutto a Tawnos l’assistente di Urza. Kroog fu distrutta, ma la regina e Tawnos si salvarono, quello fu il vero inizio della guerra dei fratelli.Mishra allontanò Ashond da corte ed in breve tempo cambiò molto. Non era più quel ragazzo carismatico capace persino di convincere un serpente a venir fuori dalla sua pelle, era diventato un despota, era diventato molto simile al Qadir.

C’erano state numerose vittorie, ma ormai Mishra non era più in se, era stato posseduto da un demone Phyrexiano di nome Gix che era riuscito a insidiarsi anche nella sua corte ed in quella di Urza, sperando che la guerra tra i due favorisse l’ascensione di Phyrexia. Durante l’ultima battaglia Mishra o meglio quel poco che rimaneva di lui fu ucciso da suo fratello Urza. La guerra dei fratelli fu così finalmente portata a termine. 

Orim, Guaritrice Bianca 

Orim(Pronuncia Oh-reem) ha un passato misterioso e sconosciuto. La sua storia parte da quando arrivò all’università di Argivia dove incontrò Hanna. Da allora lei divenne parte dell’equipaggio della Cavalcavento. Lei ebbe molti lavori sulla nave, ma il principale era quello di guaritrice, lei rimise in sesto molto spesso i vari membri dell’equipaggio. Era una delle persone più spirituali presenti sulla nave. Orim era molto calma e parlava molto poco pur conoscendo una moltitudine di diversi linguaggi. Quando la Cavalcavento giunse al piano di Mercadia lei fu catturata dai Cho-Arrim ed incontrò il loro leader, Cho-Manno, che si innamorò di lei. Quando Gerrard Capashen attaccò i Cho-Arrim per recuperare la Cavalcavento. Orim credette che Cho-Manno fosse morto nella battaglia e si rifiutò di parlare con Gerrard. I due per fortuna si riunirono e Cho-Manno le chiese di restare a vivere con lui, ma lei decise di lasciare Mercadia così che Cho-Manno e i Ramosiani potessero conquistare la città di Mercadia. Dopo che l’immensa guerra contro Phyrexia giunse a termine Orim tornò da Cho-Manno e con lui visse fino alla fine dei suoi giorni. 

Radiant di Serra L’arcangelo

Radiant fu creato dal viandante dimensionale Serra. Radiant e poco meno di mille angeli hanno vissuto nel piano artificiale di Serra dove la legge, la tolleranza ed il dovere erano considerate le cose fondamentali. Radiant non apprezzava le regole che Serra aveva imposto con un esercito molto debole e soprattutto disprezzava che Serra venisse venerata come un dio. Radiant ha sempre desiderato di avere il potere sul piano di Serra per se stessa. Quando Urza fu recuperato da Phyrexia Serra lo accolse nel suo piano e lo curò. Cinque anni dopo Urza guarì completamente, ma i Phyrexiani giunsero sul piano di Serra. I phyrexiani avevano condotto una forza d’attacco per distruggere Urza, colpevole di essere entrato indesiderato a Phyrexia. Radiant chiamò le sue armate per ricacciare indietro i Phyrexiani. Urza tornò sul piano di Dominaria e Serra fuggi dal piano. Oltre cento angeli morirono quel giorno e molti altri vennero catturati e fatti prigionieri di Phyrexia. Ora Radiant era libera di dettar legge sul piano di Serra. Otto secoli dopo Urza tornò sul piano di Serra e rimase sconvolto da ciò che vide. Radiant uccideva il suo stesso popolo accusandoli di essere Agenti Dormienti(Dei Phyrexiani fatti di carne umana che venivano controllati da Phyrexia). Radiant stava uccidendo molti innocenti convinta che essi fossero agenti dormienti. In verità Radiant stessa era inconsapevolmente controllata dai Phyrexiani. Urza tentò di convincere Radiant a terminare questa carneficina, ma lei rifiutò. Urza ritornò con la Nave Volante Cavalcavento con l’intento di salvare la maggior parte possibile dei cittadini. Radiant allora aizzò le armate contro di lui definendolo come il portatore del mana nero che aveva avvelenato il loro paradiso. Lui era considerato un nemico lì e quando gli angeli lo attaccarono aveva ben poche difese. Radiant giunse ad uno scontro diretto con lui e squarciò il Cristallo dei Thran nella sua testa. Urza era sul punto di morire, ma Radiant provò a riunire i due cristalli insieme e scatenò un esplosione che lo uccise guarendo Urza. Urza sprofondò nel piano per prendere abbastanza energia dalla Pietra del Potere per poter affrontare un viaggio dimensionale. Il Reame di Serra venne distrutto. 

Rofellos di Llanowar 

Rofellos nacque nella foresta di Llanowar e fu mandato a rinforzare la difesa della foresta di Yavimaya quando l’invasione dei Phyrexiani stava per cominciare. Lo stregone-maro Multani trattava Rofellos come un suo eguale e il loro potenziale era molto alto quando lavoravano insieme. Tempo dopo lui incontrò la gatta guerriera Mirri e l’umano Gerrard Capashen e loro divennero allievi di magia di Multani. L’elfo Rofellos era il miglior studente che Multani aveva, e per via della sua natura elfica che gli consentiva di vivere molto a lungo aveva tutto il tempo per migliorarsi ancora. Gerrard fu cresciuto da un uomo chiamato Sidar Kondo, il capo del clan della guerra a Jamuraa, insieme al figlio legittimo del uomo, Vuel. Vuel un giorno in seguito ad una serie di contrasti avuti con il fratello ed il padre radunò delle truppe ed uccise suo padre minacciando di fare lo stesso anche con Gerrard. Multani mandò Rofellos e Mirri per salvare il giovane umano dalle truppe di Vuel. Rofellos si unì insieme a Gerrard e Mirri all’equipaggio della Cavalcavento e quando gli agenti Phyrexiani Giubbaforca e CuordiPalude attaccarono la residenza di Crovax e la sua famiglia l’equipaggio partì per salvarli. Rofellos, Mirri e Gerrard combatterono contro i mostri. Alla fine l’equipaggio della Cavalcavento riuscì a vincere lo scontro con i mostri, ma la residenza e la famiglia di Crovax furono distrutte e Rofellos perse la vita per mano di Giubbaforca. 

Selenia l’Angelo Oscuro 

L’angelo Selenia fu una delle creazioni di Serra, un viandante dimensionale. Selenia e molti altri angeli vivevano nel reame di Serra, un piano artificiale simbolo di bellezza, speranza e purezza. Poi arrivò Urza. Urza fu recuperato da Phyrexia dalla stessa Serra insieme ad un tritone di nome Xantcha, una creatura basata sul mana nero. Dopo cinque anni da quell’evento i Phyrexiani attaccarono il reame di Serra grazie all’influenza che il tritone ebbe sul reame. Radiant, un arcangelo, comandava le truppe di Serra e Selenia era il suo migliore guerriero. Durante la battaglia però Selenia fu catturata e condotta a Phyrexia come prigioniera di guerra. Quel giorno centinaia di angeli morirono e le truppe Phyrexiane subirono ingenti danni. Non si sa come Selenia fuggì da Phyrexia, comunque, in seguito lei divenne la guardiana di una ricca famiglia di Dominaria. Selenia era la guardiana di una tenuta nelle terre paludose di Urborg. Il figlio più grande del padrone della tenuta scoprì che l’angelo era prigioniero di un artefatto e così le promise che un giorno l’avrebbe liberata permettendole di lasciare la tenuta. 

Il giovane, che si chiamava Crovax, un giorno andò via portandosi l’artefatto con se e divenne membro dell’equipaggio del capitano Sisay sulla Cavalcavento. Dopo qualche tempo due agenti Phyrexiani, Giubbaforca e Cuordipalude, insieme ad altri mostri attaccarono la tenuta del padre di Crovax. Loro uccisero il padre di Crovax e sterminarono l’intera famiglia. Crovax e l’equipaggio arrivarono troppo tardi, ma cercarono di vendicare la famiglia di Crovax. Crovax evocò Selenia per combattere contro quelle creature. Selenia e gli altri uscirono vittoriosi. Crovax l’amava, così distrusse l’artefatto che la teneva prigioniera liberandola. Selenia però era ancora legata ad un altro padrone. Così lei fu mandata a Rath. Quando Crovax e la Cavalcavento giunsero a Rath Selenia era gia andata via. Selenia avrebbe sempre voluto dire a Crovax che lei era stata trasformata dall’evincaro di Rath, Volrath, in un angelo nero. Lei condusse la nave ammiraglia di Volrath, la Predatrice, in un attacco contro la Cavalcavento. Infine loro si incontrarono nella fortezza di Volrath. Selenia era controllata da Volrath, e così Crovax fu costretto ad uccidere l’angelo che amava.  Sisay Si sa poco del passato di Sisay.

Il signore della desolazione aveva distrutto il suo villaggio, così lei cominciò a vivere con un unico obiettivo: distruggere il signore della desolazione. Non si sa come Sisay abbia ottenuto il comando della Nave Volante Cavalcavento, ma fatto sta che divenne capitano della nave e prese un ottimo equipaggio. Nl frattempo aveva iniziato la sua ricerca degli artefatti dell’Eredità per poter distruggere il Signore della Desolazione e compiere la sua vendetta. Sisay incontrò il giovane minotauro di Talruum, Tahngarth.Tahngarth divenne un ottimo e leale compagno,degno di fiducia, e lavorò con Hanna, l’esperta di artefatti Tolariana,e la guaritrice Samita Orim.Sisay incontrò il Benaliano Gerrard Capashen e lo prese a bordo della nave con i suoi amici Rofellos e Mirri. Sisay credeva che Gerrard fosse l’erede dell’Eredità e quindi fosse di vitale importanza per distruggere il Signore della Desolazione. Quando un nuovo membro dell’equipaggio, Crovax, e la proprietà della sua famiglia furono attaccati dagli agenti Phyrexiani, l’elfo Rofellos fu ucciso per difendere la casa di Crovax. Mirri e Gerrard lasciarono così la nave per qualche anno. Il nativo di Rath Starke promise al Capitano Sisay gli artefatti dell’Eredità, ma la tradì denunciandola al suo padrone, Volrath. Sisay fu così catturata da Volrath, l’evincaro governatore di Rath.Il capitano in seconda, Tahngarth, andò a Benalia a recuperare Gerrard Capashen, per avere aiuto nella ricerca del capitano rapito. Gerrard accettò e prese temporaneamente i gradi di capitano, finché Sisay non fosse stata recuperata.La Cavalcavento prese a bordo a bordo nuovi membri, e tornarono delle vecchie conoscenze. Durante il viaggio a Rath, la Cavalcavento fu attaccata dalla Nave di Volrath, la Predatrice. Gerrard riuscì comunque ad arrivare alla fortezza di Volrath e liberare Sisay, che era stata imprigionata lì per mesi. Sisay ed i restanti membri dell’equipaggio tornarono sulla nave ed attraversarono un portale verso un piano sconosciuto. Il viaggio attraverso il portale preso a Rath li condusse nel piano di Mercadia.

Il Capitano Sisay e l’equipaggio presero alcuni potenti artefatti da un antico drago meccanico chiamato Ramos, che vennero combinati con gli artefatti dell’Eredità e la Bolla di Juju che Sisay aveva preso alcuni anni prima nelle Lande di Adarkar di Terisiare.Il Capitano Sisay tornò con la Cavalcavento, che aveva acquisito maggiore potere, e con l’equipaggio meglio addestrato a Dominaria, il suo piano natio.

Squee

La giovinezza di Squee è praticamente sconosciuta. Era l’aiutante di cabina della nave del Capitano Sisay, la Cavalcavento. Squee lavorava anche come cuoco sulla nave, sfortunatamente per l’equipaggio. Squee era un goblin molto piccolo, ma non aveva nulla da invidiare ad un umano in intelligenza. Adorava gli insetti che costituivano il suo pasto principale. Sopravvisse a molti eventi catastrofici grazie alla sua filosofia del correre lontano e veloce. Quando la cavalcavento giunse a Mercadia, i goblin di lì, i Kyren, trattavano Squee come uno di loro. Lui fu promosso a generale e cominciò ad indossare gli eleganti abiti ed oggetti dei Kyren. Quando Squee scoprì che i Kyren stavano lavorando per i Phyrexiani costruendo una nuova nave volante che sarebbe servita per l’invasione di Dominaria, dimostrò la sua fedeltà avvisando il comandante della Cavalcavento, Gerrard Capashen. Squee fu torturato dai Kyren, ma per fortuna fu salvato dalla Cavalcavento e tornò a Dominaria. 

Starke di Rath 

Starke il-Vec era un nativo di Rath, un tempo un semplice mercante trasformatosi poi in un servitore fedele del Signore della Desolazione. Il suo compito consisteva nell’andare nel continente di Jamuraa nel piano di Dominaria e portare la persona conosciuta come Vuel al servizio di Phyrexia.Starke andò da Vuel e gli parlò dell’Eredità, in possesso del suo fratello adottivo Gerrard. Quando Vuel doveva fare una prova per vedere se fosse degno di prendere la guida del Clan è scivolato rischiando di cadere dal ripido dirupo sul quale doveva arrampicarsi. Nessuno poteva interferire, ma Gerrard gli salvò la vita tirandolo su.Vuel prese in odio Gerrard per questo gesto, lui gli aveva impedito di portare a termine la prova correttamente e lui aveva perso la possibilità di prendere la guida del Clan. Così quando Starke gli disse di rubare gli artefatti facenti parte dell’eredità, Vuel lo face senza batter ciglio. Vuel vendette gli artefatti per costituire un esercito che distruggesse il suo vecchio Clan. Vuel uccise centinaia di persone e disattivò Karn. Gerrard però era riuscito a fuggire.Vuel doveva seguire ora Starke a Rath e combattere per il predominio del piano. Starke fece partire Vuel, ma lui rimase a Dominaria. Vuel riuscì a sconfiggere il precedente evincaro, ma dovette rinunciare al suo corpo umano divenendo una creatura di pura malvagità così potente da poter controllare il piano. Ora Vuel non esisteva più, ora lui era divenuto Volrath. Volrath mandò un potente signore della guerra Keldoniano chiamato Maraxus per recuperare Starke. Maraxus tentò di uccidere Starke, ma l’uomo riuscì a fuggire al potente Keldoniano. Volrath rapì il capitano Sisay della Cavalcavento quando andò alla ricerca dell’artefatto dell’Eredità che non si trovava. Gerrard allora assunse temporaneamente il comando della Cavalcavento e si diresse a Rath con l’intenzione di salvare la donna.Starke allora cambiò nuovamente bandiera ed aiuto Gerrard al suo ingresso a Rath. Insieme i due riuscirono ad uccidere Maraxus ed a partire per Rath.

Essendo un nativo di Rath Starke riuscì a guidare la Cavalcavento fino alla fortezza di Volrath dove era imprigionata Sisay. Starke rivelò a Gerrard di avere una figlia, Takara della tribù dei Dal. L’uomo chiese a Gerrard di provare a salvare anche sua figlia insieme al suo capitano. Gerrard accettò.Volrath combatté contro Gerrard nell’Aule dei Sogni della fortezza. Starke allora tentò di sfruttare lo stesso trucco usato nel combattimento con Maraxus, piantando un coltello nella schiena del nemico. Ma il trucco non funzionò con Volrath che riuscì ad anticiparlo ed a sbatterlo via. In quel momento apparvero Sisay e Takara sotto il controllo mentale di Volrath con l’intenzione di combattere.Gerrard combatté contro Sisay e dopo qualche tempo la stordì. Takara invece trovò Starke, l’uomo provò a parlare con la figlia dicendo di essere suo padre, ma la ragazza sembrava non sentirlo ed eseguì gli ordini di Volrath. Takara colpì Starke agli occhi accecandolo per sempre, ma un attimo dopo le due riuscirono a liberarsi del controllo di Volrath. Così i quattro si diressero verso la nave entrando in un portale che conduceva ad un nuovo piano.L’equipaggio giunse su di una montagna dove si trovava la città di Mercadia. Non appena l’equipaggio della nave fu abbastanza lontano Takara si rivelò per la sua vera natura, in realtà lei era il viandante dimensionale Volrath. Starke rimase sconvolto dal comprendere che l’unica persona di cui gli importasse la salvezza non era stata portata via da Rath. Così alla fine Volrath ebbe la sua vendetta ed uccise Starke. 

Tawnos di Jorilin

Tawnos era un giocattolaio Jorilliano che andò nella città di Kroog per diventare l’apprendista del capo artiere Urza. Il suo talento impressionò molto Urza. Tawnos aveva uno stile molto semplice che si basava sulle forme animali. Presto divenne il primo assistente di Urza ed in seguito alla creazione di delle statue d’argilla capaci di rigenerarsi fu promosso al rango di maestro artificiere.Durante la guerra Tawnos stette vicino sia ad Urza sia alla regina Kayla, diventando il suo favorito.L’incontro che gli cambiò il destino fu quello con Ashnod l’assistente di Mishra. Tra i due nacque un forte legame che però non raggiunse mai un culmine decisivo, fatto sta che Ashnod all’ultima battaglia sacrificò la sua vita per salvare quella di Tawnos.Tawnos aiuto il suo maestro Urza a porre fine alla guerra dei fratelli. In seguito ad essa Urza e Tawnos si divisero per cinque anni poi tornò da lui perché voleva che dicesse a sua moglie Kayla che lui era morto. Tawnos lo riferì, ma Kayla non ci credette. In seguito Tawnos rimase accanto a Kayla ed al figlio di Urza, Harbin, nel distrutto continente di Tersiare.

Le invenzioni più notevoli di Tawnos: Statua di Argilla, Sarcofago di Tawnos, Arsenale di Tawnos e Armatura di Urza.  

Titania di Argoth 

Titania sarà sempre ricordata come lo spirito di Argoth durante l’apocalittica Guerra dei Fratelli. Molto antica, Titania ha guidato gli elfi di Argoth per millenni. Sfortunatamente tutti i suoi immensi poteri non sono bastati per salvare la sua terra dagli orrori della guerra tra Urza e Mishra. Titania assistette all’arrivo dei due fratelli e non poté fare nulla per impedire la loro invasione. Titania fu contattata da uno dei figli di uno dei due fratelli, il giovane pilota Harbin. Harbin tentò di convincere Titania ad allearsi con Urza per combattere Mishra e impedire la distruzione del regno di Argoth. Titania rifiutò l’offerta e annunciò che tutti quanti erano invasori da combattere e che l’alleanza con qualsiasi dei contendenti avrebbe distrutto la loro foresta. Così Titania si ritrovò proprio davanti gli eserciti dei due fratelli che stavano distruggendo la foresta con le loro macchine.

“Tu e gli altri invasori puzzate. Puzzate di metallo e di olio di macchina. Entrambe le fazioni spogliano la nostra terra, ed entrambe saranno schiacciate. Argoth non è vostra, Figlio dell’Artiere. Non appartiene né a tuo padre né a suo fratello. Vai ora. Riferisci questo messaggio agli altri esser umani: andatevene subito o sarete cacciati dalle nostre coste.” -Titania ad Harbin

Indebolita dalla lenta distruzione di Argoth lo spirito di Titania fu infine distrutto da Urza quando quest’ultimo rilasciò il potere del Sylex per sconfiggere suo fratello nell’ultima parte della guerra dei fratelli. Così morì Argoth. Tsabo Tavoc Tsabo Tavoc era uno dei più forti soldati di Phyrexia, aveva gambe di metallo simili a rasoi ed utilizzava le bombe di peste di Phyrexia costruite per sconfiggere il popolo di Dominaria. Era estremamente forte per i canoni umani e fu scelta da Yawgmoth come capo della spedizione Phyrexiana tesa ad invadere Benalia, la prima vera battaglia della guerra. Riuscì senza problemi a prendere il controllo di tutte le forze di invasione di Phyrexia. Ebbe modo di lavorare per poco tempo di fianco al nuovo evincaro Crovax che gli permise di attraversare Rath per giungere a Dominaria. Tsabo aveva un incredibile capacità di combattimento. Si incontrò due volte con Gerrard, l’eroe di Dominaria, prima della Battaglia di Koilos. Quando i Phyrexiani incontrarono i Metatrani, loro compresero che quei soldati potevano risultare un utile scoperta. Tsabo trasportò Taddeus, un comandante Metatrano, allo studio di Urza per modificarlo geneticamente. Usò poi Taddeus per tendere una trappola al capo dei Metatrani, Agnate, durante la Battaglia di Koilos. Durante una missione di recupero, Gerrard combatté contro Tsabo e fu quasi lui punto di poterla uccidere. Con grande fatica la coalizione portò Gerrard da Tsabo e lei sarebbe stata uccisa se non fosse fuggita attraverso il portale che conduceva a Phyrexia. Dove si trovi attualmente il generale Phyrexiano è ancora un mistero…In seguito alla sua sconfitta a Koilos, Tsabo giunse agonizzante e piena di dolore e di umiliazione a Phyrexia. I guaritori la curarono e sostituirono i pezzi danneggiati con degli scarti arrugginiti. Lei doveva parlare del suo fallimento all’Evincaro Crovax. Lungo l’infernale percorso che conduceva alla fortezza di Rath lei divenne oggetto di rimproveri e beffe da parte dei servitori, ma lei avanzò lentamente senza curarsene determinata a riguadagnare il suo onore. Però non appena consegno il suo rapporto a Crovax venne brutalmente uccisa e consumata dallo stesso intollerante Evincaro di Rath. Vhati di Rath Vhati lasciò la tribù di Rath conosciuta come i Dal per schierarsi al fianco dell’evincaro di Rath nella città di Traitor, vicino la Fortezza di Rath. Vhati occupava una delle principali posizioni nella Predatrice, la nave da guerra dell’evincaro Volrath. Durante un attacco della Cavalcavento, la nave Dominariana, Vhati cercò di uccidere il suo comandante, Greven il-Vec, attraverso dei cannoni. Il suo tentativo di assassino fallì e lui fu gettato giù dalla nave verso la morte proprio da colui che voleva assassinare.